Quattro F-16 sul palazzo di Assad: sfiorata la battaglia aerea in Siria

Per un attimo in Siria si è temuto il peggio: quattro F-16 con la stella di Davide hanno sorvolato ieri a bassa quota il palazzo presidenziale di Latakya (nel nord del Paese). La contraerea ha aperto il fuoco, ma i jet erano già lontani. Poco dopo sono decollati caccia siriani, ma si è trattato di una reazione tardiva, ad uso propagandistico interno. Un comunicato del governo afferma che l’aviazione «ha costretto gli aerei israeliani ad abbandonare lo spazio aereo nazionale e a tornare alle loro basi puntando sul Mediterraneo». Nessun riferimento al passaggio sopra la residenza del presidente Bashir Assad. Questo sorvolo è stato omesso anche dalla Tv siriana, che ha parlato non di quattro, ma di due jet. «Il loro raid - ha annunciato l’emittente - è avvenuto nei pressi delle nostre spiagge e costituisce un atto aggressivo, una provocazione».
Una cosa è certa: il messaggio di Gerusalemme è arrivato al cuore di tutti, è rimbombato soprattutto negli antri discreti della dirigenza in esilio di Hamas. Quei quattro caccia in volo radente hanno disegnato nel cielo siriano la determinazione israeliana, la volontà e la capacità di colpire chiunque sia sospettato di fornire appoggi e sostegni ai sequestratori del caporale Gilad Shalit. Che Damasco sia ben in alto nella lista dei sospetti, Israele lo ha già fatto capire indicando in Khaled Meshaal, capo della dirigenza di Hamas in esilio da otto anni nella capitale siriana, il principale responsabile dell’attacco all’avamposto di Kerem Shalom. Il capo dell’ufficio politico di Hamas, il capo a cui rispondono anche i responsabili delle Brigate Ezzedin Qassam, non ha mai agito senza informare i suoi grandi protettori. Le decisioni dell’ufficio politico in esilio di Hamas sono state spesso influenzate o pilotate dal palazzo presidenziale di Bashar Assad.
Secondo molti esponenti dell’intelligence israeliana, anche in questo caso è Damasco a suggerire le mosse alla dirigenza posta sotto la propria ala protettiva. Oggi, secondo Israele, è Damasco a mettere il veto sulla liberazione del caporale e a pretendere dal governo di Ismail Haniyeh una posizione oltranzista. Per rompere il legame che garantisce alla Siria il controllo su Hamas, Israele starebbe studiando l’eliminazione del leader in esilio. \