Quattro Gawronski contro Veltroni per la guida del Pd

(...) eliminare tutti i privilegi dei politici, a partire dallo stipendio. Bisogna fissare un tetto di cinquemila euro al mese valido per tutti: europarlamentari, deputati, consiglieri regionali. È inconcepibile che guadagnino quattordicimila euro netti al mese...», tuona dall’alto del suo incarico di consulente di palazzo Chigi per le politiche economiche internazionali. Incarico ottenuto per concorso nel 2000, quando era presidente del consiglio Massimo D’Alema.
L’ala sinistra della sua famiglia - racconta - la pensa come lui. Il fratello Giovanni, 45 anni, «è un imprenditore che ha lavorato molto con Antonio Di Pietro ed è stato uno dei fondatori dell’Italia dei Valori». La nipote Matilde, 23 anni, studentessa Erasmus in Scozia, fa parte dei “Cittadini per l’Ulivo” e così anche il cugino Nicodemo.
«Sono indignati dalla scarsa partecipazione dei giovani alla politica». Sono stati loro a portare in lista Giuliano, Donato e Valentino Redolfi, l’altro nucleo familiare che compone la lista “Gawronski. Il coraggio di cambiare”.
Il capofamiglia vanta anche un imprimatur del premier: «Ho studiato da consigliere del principe e ho avuto un lungo colloquio con Prodi pochi giorni fa. Abbiamo parlato dei meccanismi elettorali del partito democratico ma non lo voglio coinvolgere. Comunque sono metodi antidemocratici: riescono a competere solo coloro che hanno dietro i Ds e la Margherita».
Un’amarezza che diventa accusa: «A Genova i consiglieri comunali che dovevano vidimare le nostre firme si sono addirittura rifiutati di riceverci. Per fortuna a Milano è andata diversamente». È riuscita a candidarsi tutta la famiglia...