Quattro Hu per ogni Brambilla

All’ombra della Madonnina ci sono quattro signori Hu ogni Brambilla. È questo il risultato ottenuto incrociando le utenze telefoniche e i residenti a Milano. Ebbene, i nomi cinesi hanno la meglio. Tra i cinque cognomi più diffusi nel capoluogo lombardo Hu si piazza al primo posto con 3.394 utenti. All’anagrafe milanese risultato iscritti 14.323 cinesi, dei quali 7.545 uomini e 6.778 donne. Si scopre inoltre che i cinesi compresi tra 0 e 10 anni sono 2.551, la categoria più numerosa insieme ai giovani tra i venti e i trent’anni (2.626) e quelli tra i trenta e i quaranta (3.409). Da quando sono scoppiati i tafferugli sono arrivati in città i corrispondenti in Italia della grande stampa cinese, inviati per toccare con mano la situazione in via Paolo Sarpi e per incontrare i responsabili delle istituzioni locali, oltre al console cinese. Ospiti di Milano i giornalisti del Quotidiano del popolo, del quotidiano Guangming Ribao, di China Radio International e dell’agenzia di stampa Nuova Cina, che si interrogano sui motivi dei tafferugli dell’altro giorno e sulle soluzioni previste al problema.
All’inizio della visita hanno incontrato il presidente della Provincia, Filippo Penati, secondo il quale la sommossa nasce da «un problema di convivenza civile tra i residenti e le attività commerciali all’ingrosso della comunità cinese».