Quattro idee per il rilancio dell’Italia

Nuovo governo, vecchi problemi. Noti esperti internazionali suggeriscono la loro ricetta per la ripresa del nostro Paese. <strong><a href="/a.pic1?ID=254544">Riforme</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=254547">energia</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=254550">immigrazione</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=254548">economia</a></strong>

Nuovo governo, vecchi problemi. I candidati premier sapranno stasera se le loro ricette hanno convinto gli italiani. In ogni caso le questioni sul tavolo saranno le stesse: le riforme necessarie per il rilancio dell’economia, l’handicap della non autosufficienza energetica dell’Italia, il nodo dell’immigrazione soprattutto islamica, l’eccessivo carico fiscale che stritola famiglie e piccole imprese. Abbiamo provato a chiedere a quattro esperti internazionali un suggerimento per il nuovo esecutivo in altrettanti campi chiave per il prossimo quinquennio.

Lo storico spagnolo Fernando Garcia Sanz prende naturalmente spunto dal "miracolo" della Spagna per indicare un problema tutto italiano, quello dei «troppi piccoli leader» che preferiscono «farsi partitini su misura». Dopo la fine della dittatura franchista invece la Spagna ha potuto contare su governi forti, capaci di decidere.

E una decisione forte servirebbe anche in campo energetico, come spiega il parlamentare inglese Lord David Howell, già segretario di Stato per l’Energia e i Trasporti nel primo governo di Margaret Thatcher. L’Italia, dice Howell, «deve incamminarsi con coraggio e decisione verso la scelta nucleare e sviluppare la una politica energetica propria».

Sulla questione immigrazione il Giornale ha sentito Edgar Morin, uno dei maestri della sociologia moderna, che suggerisce di prendere come esempio gli Stati Uniti, che sono stati capaci di gestire l’immigrazione integrando gli stranieri nel proprio modello culturale, grazie soprattutto ai mass media e a Hollywood.

Infine Tom Palmer, esperto del think tank liberista Cato Institute, vede nell’eccesso di statalismo e di tasse il principale freno per l’economia italiana. In cima alla sua agenda, l’introduzione di un sistema di flat tax e il superamento della previdenza pubblica.