Quattro mesi per non decidere il nuovo Comandante

L’incarico potrebbe essere conferito dal sindaco la prossima settimana

Claudia Passa

Una decisione lunga quattro mesi per decidere di lasciare tutto così com’è. Non è una rivoluzione copernicana quella che si cela dietro il gran silenzio che avvolge la nomina del comandante della polizia municipale. Non sarebbe un «giovane emergente» di carriera interna, né un esterno dal curriculum a prova di bomba quello che Veltroni si accinge ad impalmare dopo quasi quattro mesi di uno stallo ormai inspiegabile. I conciliaboli delle ultime ore avrebbero impresso una brusca frenata alla corsa a tre fra Angelo Giuliani, Angelo Moretti e Donatella Scafati, e riportato in pole position per un incarico a breve o media scadenza colui che dopo il pasticcio di Fiumicino e la pressante richiesta di rinnovamento proveniente dal Corpo sembrava aver perso – o quasi – ogni speranza.
Ha gli occhi azzurri e i baffi bianchi di Giovanni Catanzaro l’identikit che ai piani alti del Campidoglio si starebbero rigirando fra le mani (senza troppo entusiasmo, dicono i bene informati), con l’intenzione di chiudere entro la prossima settimana una partita che sta durando anche troppo. Nelle ultime ore l’ipotesi circolata insistentemente vedrebbe la definitiva «consacrazione» di Catanzaro, attuale comandante ad interim, con un incarico di un anno, al massimo due. Per alcuni si tratterebbe di una soluzione «attendista», per altri addirittura di una «non decisione», o magari un espediente per prendere tempo in attesa che i poteri speciali sul traffico diventino realtà, e che l’assetto istituzionale si stabilizzi.
Che la scelta del capo dei pizzardoni sia materia delicata lo dice la tempistica: il primo interim risale al 5 giugno scorso, con scadenza 30 luglio. Ma alla vigilia delle ferie d’agosto il clima era incandescente, e troppo profonda la falla apertasi sull’asse Roma-Fiumicino per il comando della task force congiunta anti-abusivi. I sindacati confederali erano scesi in trincea, e non era il momento di avventurarsi in nomine impegnative. Il rinvio è arrivato puntuale prima della chiusura estiva, con scadenza 30 settembre. Il momento di serrare le fila sembra dunque giunto, ma è opinione diffusa che il silenzio che regna sulla faccenda tradisca difficoltà e imbarazzi, specie se come termine di paragone si prende, per esempio, la rapidità e il piglio decisionale con cui il sindaco ha nominato Pietro Barrera a capo dipartimento delle risorse umane.
Tutto dipenderà dal volto che il sindaco ha intenzione di dare al Corpo, consapevole che, in mancanza di un assessore ad hoc, l’immagine del nuovo comandante sarà indissolubilmente legata alla sua. E in molti sono in attesa di scoprire se l’annunciato rinnovamento inizierà da un turn over fra gli incarichi apicali, o se alla fine, per logiche legate all’anzianità o per qualche altra ragione, sulla poltrona più ambita di via della Consolazione finirà per davvero l’ex capo di via Montecatini che lo stesso Walter Veltroni, all’inizio del suo primo mandato da sindaco, trasferì dal I gruppo dopo quasi vent’anni, suscitando un certo scalpore. Da allora, Catanzaro ha ricoperto l’incarico di vicecomandante del Corpo con delega per la mobilità e grandi eventi, responsabile dunque di delicati settori come la gestione di buona parte dei fondi straordinari o di un sistema complesso come la centrale operativa che tanto ha fatto discutere. Ha visto crescere alla sua ombra qualche giovane dirigente considerato a lui molto vicino, mentre con altri è rimasta intatta una silenziosa ma insanabile conflittualità. Si dice che abbia dalla sua una «cordata» di fedelissimi, maturata negli anni al comando del I gruppo, pronta a riaffacciarsi se il vecchio capo dovesse conquistare la poltrona più ambita. Si dice che la sua nomina non farebbe felice un vasto schieramento sindacale, mentre non dispiacerebbe a qualche sigla autonoma considerata vicina alla Cdl. Si dice che i giochi sono ancora aperti, ma che la sua incoronazione al momento è la soluzione più probabile. In tal caso, se è Giovanni Catanzaro il miglior ufficiale che il Corpo di Roma può offrire, Veltroni dovrebbe spiegare perché non l’ha nominato cinque anni fa, facendo risparmiare ai cittadini contribuenti il dirigenziale emolumento di un comandante esterno.