Dopo quattro ore di cda la Borsa Italiana resta aperta alle diverse opportunità di alleanze, ma il tempo stringe. Il 19 dicembre le nozze Euronext-Nyse Piazza Affari decide sul risiko entro Natale Il consigliere Modiano: «Matrimonio e quotazione non son

Pesa la prospettiva della liberalizzazione. Milano si quota solo se così potrà crescere

Massimo Restelli

da Milano

Parola d’ordine: attendere. Entro le festività natalizie il dossier dovrebbe tornare sul tavolo del consiglio di amministrazione ma Piazza Affari resta ancora immobile davanti al riassetto delle Borse internazionali. Quattro ore di riunione nelle quali l’amministratore delegato Massimo Capuano si è soffermato sulle potenzialità del gruppo, controllate comprese, incassando il placet dei soci per il lavoro finora svolto.
Le «importanti opportunità» di sviluppo sono state ribadite anche per iscritto dalla società mercato ma in realtà il tempo stringe. Dopo che le lunghe trattative con Francoforte per una superborsa federale europea si sono arenate sui desideri egemonici dei tedeschi, l’ipotesi più probabile appare un avvicinamento a Euronext. A patto però di superare la precedente proposta che Milano aveva accolto con freddezza ritenendola ingenerosa rispetto alle proprie prospettive di sviluppo.
Capuano, quindi, studia il puzzle di avversari e alleati ma gli incastri sono sempre meno. Come dimostra il fatto che, malgrado manchi il via libera dell’Authority, il polo Euronext, abbia fissato sempre ieri sera per il 19 dicembre ad Amsterdam la celebrazione dell’annunciato matrimonio con il New York Stock Exchange. Uno spartiacque, che dopo l’apertura degli americani su una governance paritetica (11 consiglieri a testa tra Nyse e Vecchio Continente) potrebbe convincere Piazza Affari cui andrebbero due posti. Milano in contemporanea attende però un «ripensamento» da parte di Francoforte e guarda a Londra. La cui marcia di avvicinamento appare tuttavia al momento sbarrata dalla presa del Nasdaq ormai a un passo dal 29% del capitale. Rimane da verificare, tuttavia, come tale percorso si intreccerà con la voglia di quotare Borsa Italiana.
Il direttore generale di Sanpaolo, Pietro Modiano, ha invitato a non considerare l’Ipo e l’alleanza come alternative e il desiderio di trasformare Borsa Spa in una matricola è stato a lungo cullato sia da Capuano sia da alcune delle banche socie. Malgrado le notevoli plusvalenze implicite (il gruppo è valutato 1,3-1,4 miliardi), tale passo è però interpretato come «strumentale» per una successiva alleanza internazionale.
Se la scelta di chiudersi in un dorato isolamento è improbabile, gli umori dei diversi soci non possono che essere influenzati dalla prossima «liberalizzazione» delle Borse conseguente alla direttiva europea Mifid. Un universo in pieno assestamento come dimostra la recente salita del Sanpaolo al 50% del Tlx accanto a Unicredit, il cui amministratore delegato Alessandro Profumo dopo la fusione con Hvb siede peraltro anche al tavolo di comando di Deutsche Boerse.
Per ora, ha osservato il consigliere Massimo Segre, i vertici di Palazzo Mezzanotte hanno «approvato tutte le modifiche regolamentari all’ordine del giorno», tra cui quelle chieste da Consob per aprire la strada alla quotazione della società mercato.