Quattro palle di neve alla Reggina E la Signora infila il cappotto

TorinoUn tempo per sbrigare la pratica Reggina. La Juve riparte anche in campionato: il ko di sabato scorso contro l'Inter - che fino alle 15 di oggi torna a essere lontana solo tre punti - è già in soffitta. La Signora ritrova anche l'ultimo pezzo della vecchia guardia che ancora non si era palesato causa infortunio e mette in saccoccia altri tre punti: è infatti Camoranesi a segnare il gol che apre le danze contro i calabresi ed è ancora lui a mettere il piedino sul raddoppio di Amauri che arriva prima di metà gara. Gioia breve la sua, visto che gli toccherà di nuovo saltare delle partite causa infortunio.
Tutto come previsto, insomma, nonostante una Reggina più che dignitosa che però si è affacciata raramente dalle parti di Manninger: vero che, ancora sull'1-0, Santos ha colpito una traversa su punizione di Brienza, vero anche che su azione la squadra di Orlandi si è fermata sulla trequarti e più avanti non ci è quasi mai andata anche per la mancanza di un ariete vero, essendo Corradi rimasto inizialmente in panchina.
La Juve, anche se il 4-0 finale può essere ritenuto quasi esagerato, ha fatto il suo dovere. Quello che ci si attendeva. Ranieri presentava i suoi soliti undici: recuperato Camoranesi, perché cambiare il resto? Le critiche possono aspettare, Giovinco anche. Così, mentre su Torino ricominciava a nevicare, a Campagnolo venivano i brividi prima su un colpo di testa di Chiellini, poi su un paio di conclusioni di Del Piero. Appena prima della mezzora, i senatori decidevano che era arrivato il momento di accelerare: tacco di Del Piero, assist di Nedved e piattone vincente di Camoranesi, naturalmente al primo gol stagionale, dopo il rientro nel gelo di San Pietroburgo e nel frigorifero di ieri sera. Segno che il peggio sembrava davvero passato, capace anche com’era stato, sempre con la collaborazione di Del Piero, di spedire Nedved davanti a Campagnolo: il ceco si faceva però deviare la conclusione quasi a botta sicura e la Reggina rimaneva in partita un'altra manciata di minuti. Sui calabresi calava però la notte quando Amauri calciava in rete un pallone rimasto nell'area piccola, dopo il solito cross di Camoranesi.
Con una Reggina sfiduciata, la Juve giochicchiava ed evitava di chiedere un ulteriore sforzo a Camoranesi, dolorante alla spalla destra dopo una rovinosa caduta nei primi minuti di partita. Purtroppo la prima diagnosi parlerà di sospetta lussazione, per cui tornerà a inizio anno. Il campo sempre più bianco non impediva a Chiellini di trovare la conclusione vincente su punizione di Marchionni: primo gol del campionato anche per lui e Reggina ancora più arrabbiata quando Damato non le concedeva il gol su punizione battuta velocemente da Brienza. Dettagli, alla fin fine. Ci si avvicinava così al novantesimo senza che la partita avesse più nulla da dire, se non la curiosità di vedere all'opera Giovinco: il piccoletto si procurava un rigore (fallo di Cirillo) e Del Piero poteva così festeggiare sotto la neve il suo gol numero 250 con la maglia della Juventus. A suo modo, rimarrà nella storia anche questo. Così come, per il momento, rimane quello che lo stesso numero dieci ha scherzosamente definito il suo «cruccio»: sulle quattro reti segnate finora in campionato, nessuna è arrivata su azione.