Quattro passi in via Solferino. Gustando l’India

Dieci anni, tanti ne sono trascorsi da quando Mohan Chauhan ha aperto un ottimo ristorante di cucina indiana, il Rangoli, al numero 36 di via Solferino, una qualità che il pubblico ha colto tanto che il gruppo, i cui primi passi furono nel segno dell’importazione di merci indiane, nel 2000 ha aperto a Padova e tra un mese farà il bis sulla piazza milanese. Mohan ha infatti rilevato, al 22 di via Panfilo Castaldi, il Sukrity che ormai ha solo il merito di essere stata la prima insegna indiana all’ombra della Madonnina, accesa tre lustri fa.
Cambierà il nome, probabilmente si chiamerà Dhaba e sarà esclusivamente vegetariano. Una curiosità: lo sarà ancora di più del locale accanto, il Joia di Pietro Leemann, dove il pesce fa capolino in carta. Il Rangoli sarà l’offerta elegante e a prezzi importanti, almeno a livelli di panorama etnico, perché ben difficilmente si spendono più di 40 euro a testa, mentre nel «bistrot» sarà tutto molto più semplice, pur rimanendo sempre molto gustoso.
In via Solferino la cucina è soprattutto quella del Nord, del Punjab e di New Delhi, di media intensità a livello di tasso piccante che è il punto critico della cucina indiana come il pesce crudo di quella giapponese. Però le cose stanno cambiando come ricorda contento Mohan: «I primi tempi sono stati difficili - spiega - perché pochi conoscevano i nostri piatti. Poi l’economia dell’India è cambiata, tanti vanno là con nuove motivazioni, ci capiscono e quando tornano in Italia sanno cosa troveranno da noi e ci apprezzano».
Manca ancora uno scambio tra i nostri cuochi e quelli indiani come avviene a livello di Giappone. Certo però che antipasti come la samosa, la pakora o la papad roll, il pollo o l’agnello speziati, le varie proposte tandoori, i gamberoni in salsa sono ottimi, bontà da gustare felici in ambienti molto gradevoli.
Rangoli, 36 via Solferino, 02 29005333. www.rangoli.it. Prezzo medio 28 euro