Quattro presìdi, una pillola per Trastevere

Le serrande sono toilette all’aperto e le bottiglie in vetro sono ovunque

Bastano quattro nuovi presidi e la pillola Trastevere va giù. Almeno secondo il sindaco capitolino Walter Veltroni e il prefetto Achille Serra, che ieri sono planati (con la stessa soavità di Mary Poppins) sull’emergenza sicurezza del rione, per annunciare alla stampa «che da stanotte - ieri, ndr - i vigili urbani controlleranno via della Lungaretta e piazza Santa Maria in Trastevere. Le forze dell’ordine presidieranno invece piazza Trilussa e vicolo del Bologna». Cioè il vicolo dove il commissario romano di Forza Italia, Francesco Giro, aveva realizzato il «filmato shock» - trasmesso domenica sera dal Tg5 - che ritraeva alcuni giovani ubriacarsi e sniffare cocaina sugli specchietti girati delle automobili parcheggiate.
Ma a sentire l’assessore comunale alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi, le immagini che hanno documentato l’arcinoto degrado trasteverino non avrebbero influito sulla decisione di convocare alle 8,30 di ieri mattina, un vertice con i comitati di quartiere cui hanno partecipato, oltre a Veltroni, Serra, Touadi e l’assessore alla Mobilità, Mauro Calamante. «Sono mesi ormai che lavoriamo per risolvere il problema Trastevere», ha spiegato l’assessore alla Sicurezza, che per la prima volta apre all’ipotesi di dotare di armi la polizia municipale: «È una delle questioni all’ordine del giorno nella serrata trattativa che stiamo portando avanti con i sindacati e che speriamo di chiudere presto, sia per dare un segnale di modernizzazione del corpo sia per la sicurezza dei cittadini». Nessun legame tra video e summit quindi, anche se quest’ultimo era stato convocato solo nella serata di lunedì e fuori (basti pensare all’orario insolito) dalla già fitta agenda del sindaco, che prevedeva l’incontro a palazzo Chigi con il premier Romano Prodi e la partenza per la Calabria per la «giornata della legalità».
E le dichiarazioni di Veltroni sono sembrate un preludio al viaggio nel meridione: «Bisogna tenere la guardia alta e porre un problema che è nazionale e si chiama effettività della pena». Quindi la questione capitolina: «Roma è una grande città, e negli ultimi giorni sono successi fatti di assoluta rilevanza che ci danno il segno che forse c’è qualcosa di nuovo che bisogna tenere d’occhio. Tuttavia sono comportamenti diversi da quelli, per esempio, di città come Londra, dove ci sono ragazzini ammazzati dalle gang giovanili». Una magra consolazione, si potrebbe aggiungere. Diversa l’interpretazione del prefetto Serra: «Occorre adeguare le norme ai nostri tempi. La questione è culturale: non è militarizzando la città che si risolve il problema, ma recuperando valori come la scuola e la famiglia. Molti comportamenti di cui la gente si lamenta sono antisociali ma non illeciti». «A settembre - chiosa infine Touadi - presenteremo una memoria di Giunta nella quale affronteremo i problemi del centro storico: sicurezza, commercio abusivo e occupazione del suolo pubblico». Soddisfatti con riserva i comitati di quartiere. «Abbiamo chiesto - spiega la responsabile di «Vivere Trastevere», Dina Nascetti - di sospendere per due anni nuove aperture di locali».
E se l’azzurra Beatrice Lorenzin giudica «insufficiente l’uso del “pattuglione” di polizia», Giro definisce «atti dovuti anche se tardivi quelli di Veltroni e Serra, perché si doveva garantire ai residenti il diritto a vivere liberi dalla paura e dal degrado. Nonostante mesi di denunce, Veltroni era come San Tommaso: vedere per credere e ora ha visto e toccato con mano». «Non dimenticheremo mai - conclude il deputato azzurro - il giovane turista americano trafitto da un punteruolo al polmone su Ponte Sisto e ricoverato in coma al Fatebenefratelli. Dedico questo successo anche a lui e a Sergio Cofferati, sindaco di un’altra città e di un’altra parte politica che ha imposto alla sua maggioranza il diritto e dovere di trovare una linea unitaria e non contraddittoria su sicurezza e legalità».