Quattro rapine e uno stupro per un omicidio

da Milano
Prima le aggressioni agli automobilisti, gli spari, poi anche uno stupro e infine l’omicidio. E quando i carabinieri vanno a prenderlo, l’autore di questa «giornata di ordinaria follia» cerca di estrarre la pistola. Gaetano Vaglica, 28 anni, pregiudicato di Bernareggio, provincia di Milano, scatena il suo piccolo inferno personale quando decide di «aiutare» un amico. Damiano Tassone, 33 anni di Vibo Valentia, anche lui pregiudicato, vuole infatti vendicarsi di Stefano Marchica, 22 anni, presunto amante della moglie. Per questo i coniugi in estate hanno lasciato Bernareggio per tornare in Calabria. Dove pesta a sangue la donna: lei finisce in ospedale, lui in galera per tentato omicidio.
Martedì 8 novembre scatta la resa dei conti, anche se l’inizio è quasi comico. I due devono infatti rapinare un mezzo per andare a compiere la loro spedizione punitiva. Così verso le 19 Vaglica, armato di pistola, tenta di sottrarre lo scooter a una ragazzo in centro a Bernareggio ma la vittima gli scappa via. Poi intima a un passante di consegnargli le chiavi della Mercedes, ma la vittima risponde di averle lasciate in casa. Lui lo lascia salire per andarle a prenderle. Poi l’odiosa violenza: intercetta una signora di 35 anni e la obbliga a salire sul suo fuoristrada. La porta in aperta campagna, la stupra, le ruba i due cellulari e si allontana con il veicolo.
La donna denuncia l’aggressione e quando i due vanno a prendere la vettura, trovano i carabinieri. Così verso mezzanotte tornano a Bernareggio per procurarsi un’altra macchina. E nei due tentativi sparano contro gli automobilisti che cercano di sottrarsi all’aggressione. Alla fine vanno a prendere Marchica con l’auto del Tassone. Lo portano a Paderno D’Adda, in provincia di Lecco, e lo uccidono con 5 colpi. Il corpo verrà trovato giovedì poco dopo le 7 del mattino. E mentre i carabinieri cercano di mettere insieme i vari fatti, la mamma della vittima si presenta in caserma per denunciare la scomparsa del figlio, uscito di casa mercoledì sera proprio per incontrare Vaglica. Il caso è risolto,
I carabinieri fanno irruzione a casa dell’uomo, lui infila la mano alla cintola ma viene sopraffatto. Tassone invece viene arrestato a Vibo Valentia. Entrambi confessano le aggressioni, lo stupro, gli spari, ma si rimpallano la responsabilità di aver materialmente ucciso la loro vittima.