Quattro rapine alla stessa farmacia: preso

Paola Fucilieri

Avesse riflettuto un momento sulla stranota locuzione latina errare humanum est, perseverare autem diabolicum probabilmente si sarebbe almeno un po’ scoraggiato. O forse no, il ragionamento in questione su uno come lui non avrebbe avuto alcun effetto. «Farmacia nota, rapina assicurata» dev’essere invece l’assioma al quale ha giurato fedeltà. E la fiducia nel suo credo si sarà rafforzata ieri, almeno inizialmente, quando persino nel giorno dello sciopero dei farmacisti contro il decreto sulle liberalizzazioni, è riuscito a trovare la «sua» farmacia aperta e a mettere a segno il quarto colpo nel giro di 9 giorni.
Sì, sarebbe stato davvero il suo quarto personalissimo successo nella «farmacia Insubria», nell’omonima piazza - già da lui rapinata per ben tre volte questo mese: il 16 luglio e due volte in sette ore tra le 9 e le 16 di sabato 22 luglio - se, durante i primi due colpi la telecamera non fosse stata in funzione. Dopo la prima rapina di sabato 22 luglio, infatti, i carabinieri avevano sequestrato il filmato con le riprese che ritraevano quel tipo con il volto coperto e armato di forbici. E se la «mossa» non era stata tanto felice perché aveva impedito che il balordo venisse immortalato anche durante il secondo colpo della giornata, quello delle 16 - decisamente inaspettato - ha permesso però ai militari di studiarsi bene il cattivo ragazzo. Già riconosciuto martedì mattina, a Cassano Magnago, nelle vicinanze di Busto Arsizio, dove aveva rapinato un negozio di alimentari.
Ieri pomeriggio, poco dopo le 13, a catturare Antonio B. - 28 anni, milanese, pluripregiudicato e tossicodipendente - dopo che, armato di pistola e con un passamontagna in testa, era entrato nella «sua» farmacia e si era fatto consegnare un bottino di circa 600 euro, è stata una pattuglia del terzo battaglione Lombardia, due carabinieri in servizio in piazza Insubria. I militari lo hanno notato proprio quando, ancora con la pistola puntata, ritirava il denaro. E, mentre si allontanava, gli si sono parati davanti, intimandogli di fermarsi: certe «comodità» al giorno d’oggi, si sa, costano care.