Quattro scuole accettano pagelle e premi ai prof E si rompe il fronte del no

Un premio ai prof più bravi, uno stipendio in più. Per ora come «una tantum», poi, nel 2013 quando il decreto Brunetta verrà applicato, come busta paga più pesante. Ma, al momento, gli insegnanti che accettano di farsi giudicare sono pochi (sono in corso i referendum fra i collegi docenti, gli istituti che si esprimono per il sì devono comunicarlo alla direzione scolastica entro l’11 febbraio). Hanno espresso parere favorevole quattro istituti dell’hinterland, il tecnico Bernocchi a Legnano, il comprensivo di Carugate e le scuole Levi Montalcini e De Andrè di Peschiera Borromeo. Soddisfatto Vincenzo Paladino, dirigente dell’istituto Levi Montalcini: «Temevo che passasse la maggioranza risicata e invece quasi tutti i miei insegnanti, una novantina, hanno accolto la proposta. L’80% ha detto sì». Paladino aggiunge che a giudicare i prof sarà un «nucleo di valutazione» composto da due insegnanti interni alla scuola, nominati dai colleghi, e dal preside. «Il voto che peserà in pagella è a scrutinio segreto ed è il risultato di più voci, il curriculum, l’esperienza, le abilità. Siamo convinti che questa novità rappresenti uno stimolo per tutti». Soddisfatta anche Daniela Giorgetti, responsabile del comprensivo di Carugate, 5 plessi per 1.400 iscritti e 157 docenti: «La proposta è stata accolta dalla maggioranza. Concordiamo sul fatto che sia necessario distinguere le diverse professionalità degli insegnanti e offrire a questa categoria una possibilità di carriera che al momento non è prevista. Certo, questa legge ancora in fase sperimentale, può essere migliorata». La speranza che l’insegnamento possa esser finalmente valorizzato è la motivazione che ha spinto anche l’Itis Bernocchi di Legnano a votare sì. «Su 82 docenti abbiamo avuto 32 voti a favore e 24 astenuti - riferisce la dirigente Rosamaria Codazzi - Siamo tutti convinti della bontà della valutazione». Marina De Marco, preside del «De Andrè» insiste sul fatto che si tratta di una sperimentazione, «la scuola, votando sì, vuole capire se questo sistema di valutazione può funzionare o no».
A Milano le scuole sembrano più restie ad accettare la novità. Demoralizzato Innocente Pessina, preside del liceo classico Berchet: «Inserire un criterio di valutazione può portare effetti positivi, ma abbiamo avuto 5 voti favorevoli, 12 astenuti e tutti gli altri contrari. Mi dispiace che alcuni “no” non siano motivati ma siano dettati solo da una forma di protesta verso il ministro. Qualcuno ha obiettato che non è bello che “colleghi giudichino altri colleghi”, qualcuno ha commentato che se “un ministero taglia sulla scuola non può trovare i soldi per il bonus”. Pessina è anche convinto che gli insegnanti non vogliono essere valutati «per una presunta idea di equità. Ma se è vero che abbiamo tutti la stessa dignità non è assolutamente vero che siamo tutti uguali. Il finto egualitarismo fa sì che le cose restino come sono. Proprio come i sindacati fermi nelle loro posizioni conservative. Se vogliamo davvero il bene della scuola dobbiamo riconoscere che ci sono professori bravissimi e altri che sarebbe meglio facessero un altro mestiere». Contrari anche i docenti del liceo Severi e dell’istituto professionale Correnti, per loro parla la vicepreside: «È un progetto ancora fumoso, i criteri di valutazione sono poco chiari. E poi la valutazione di un insegnamento è una cosa complessa. Un’altra perplessità riguarda il bonus che obbligherebbe a scegliere solo il 20 per cento di noi, ma qui ci sono molte eccellenze». All’istituto Virgilio si voterà la settimana prossima, il preside Pietro De Luca, è quasi certo: «Penso che il collegio docenti boccerà la proposta. Sul premio e la valutazione, personalmente, sono d’accordo. Ma capisco anche le obiezioni dei miei insegnanti: ci vogliono criteri oggettivi come si fa per le prove Invalsi, non un fai da te». Al linguistico Manzoni già l’anno scorso alunni e genitori hanno dato la pagella ai prof e a fine anno si replica. «È stata una nostra iniziativa - spiega il dirigente Giuseppe Polistena - Il nostro istituto è comunale (non dipende dal ministero) e d’accordo con l’assessore Moioli abbiamo introdotto questo sistema approvato dal collegio docenti. I genitori esprimono un voto solo, gli studenti tre pareri, riferiti a come spiegano i docenti, a come valutano e a come si rapportano con i ragazzi. La pagella è segreta ma ci siamo accorti che chi ha preso qualche insufficienza ha fatto di tutto per rimediare».