Quattro turni più una multa per De Rossi la pena è lieve

Potrebbe tornare in finale. Decisiva la lettera di scuse del romanista alla commissione Fifa

da Duisburg

Stangata con lo sconto. Stangatina, verrebbe da dire. Così Daniele De Rossi, il ragazzo di Roma dal gomito facile, può restare a Duisburg insieme con la sua Nazionale. E tifare nella speranza che gli azzurri lo trascinino in finale: per quella partita, e solo per quella infatti, potrebbe tornare a giocare.
La squalifica decisa dalla Fifa, resa nota ieri mattina, si è fermata a quattro turni, con l’aggiunta di una multa di 10mila franchi svizzeri (Perché proprio franchi chiedono calciatori e familiari? Perché la Fifa ha sede a Zurigo e la sua moneta è il franco svizzero, ndr).
Invece di provocare grandi polemiche, come accadde ai tempi di Totti in Portogallo dopo lo sputo al danese Poulsen, la notifica ha suscitato giudizi favorevoli specie nei confronti dello staff federale che ha curato direttamente la pratica. A due anni di distanza dall’affare Totti si può così chiosare: questa volta la Federcalcio ha risparmiato la parcella dell’avvocato Giulia Buongiorno e portato a casa un buon risultato.
Decisiva, per ottenere il piccolo sconto, è stata considerata la lettera scritta da De Rossi con le scuse dirette alla Fifa stessa e al mondo del calcio in generale. L’orientamento dei papabili della commissione disciplinare era di infliggere una lezione a De Rossi e di spedirlo a casa, in anticipo, comminandogli una squalifica di cinque turni, per tutta la durata massima possibile del mondiale per gli azzurri. Ad Amburgo, invece, ha già scontato il primo turno di stop. Gliene restano altri tre.