Quattro volte nella Centrale Operativa

Alessandro Ogliani

Dopo il recente successo del libro «Diciassette omicidi per caso», Ilaria Cavo è la conduttrice delle quattro puntate estive di «Centrale Operativa», in onda su RaiDue il lunedì in seconda serata. Nel programma di Daniele Renzoni, vicedirettore di RaiDue, la giornalista genovese ben abituata a destreggiarsi tra la cronaca nera e la giudiziaria ci accompagna nella Sala di crisi del Viminale per farci conoscere il lavoro quotidiano delle Forze dell'Ordine e della Protezione Civile.
Ilaria, dopo la prima puntata ci puoi parlare della tua nuova avventura televisiva?
«Centrale Operativa è un programma di cronaca, è un prodotto nuovo che mostra filmati italiani inediti delle Forze dell'Ordine durante le operazioni di salvataggio, dei filmati molto reali dove viene messo in risalto l'aspetto umano».
Come è nata l'idea?
«Simona Ercolani con la società Greed ha creato un programma che fa rivivere cronaca in tempo reale ed ha scelto una giornalista come conduttrice per dare un'impronta più tecnica».
Come ti sei trovata nelle vesti di conduttrice?
«È stata un'esperienza bellissima, seppur abituata alla diretta è stato faticoso registrare le puntate, lanciare servizi con poche parole e secondi a disposizione. E poi è stata la prima volta che ho avuto un rapporto diretto con la telecamera».
Si racconta meglio con la penna o la televisione?
«Questo è un dilemma che non ho ancora risolto, io stessa un po' scrivo e un po' sono in Tv, comunque un programma come questo può raccontarlo unicamente la televisione».
A distanza di tempo come vivi il ricordo degli incontri con il serial killer Donato Bilancia?
«Un'esperienza importante che mi ha fatto capire la crudeltà e la realtà del male, dopo il libro ho deciso di fermarmi, ho chiuso e penso di non voler entrare mai più in un carcere. L'indulto e quant'altro mi fanno pensare...».
È difficile emergere in una realtà come Genova?
«No, assolutamente. Genova è una grande città che ha accompagnato la mia crescita professionale e mi ha capita, a vent'anni inseguivo politici ed assessori lavorando per Il Giornale e posso dire di aver trovato sempre persone disponibili, a riguardo ringrazio l'editore di Primocanale Maurizio Rossi che all'epoca mi ha fatto dirigere la testata giornalistica scommettendo su di me».
Genova è...
«È il cordone ombelicale da non staccare, è il mio appoggio, qui ho basi forti e torno sempre»
In questi 12 anni di carriera quale è stato il momento più emozionante?
«È facile pensare al G8 o all'incontro con Bilancia, invece il momento più emozionante è stato nel maggio scorso al teatro della Gioventù a Genova per la presentazione del libro, non pensavo potesse esserci così tanta gente per me»
Prospettive a breve termine?
«Non mi sbilancio, lasciamo passare agosto...». Per ora l’appuntamento è a lunedì priossimo per la seconda puntata di «Centrale Operativa».