Quattrocento metri di ciambella al mosto

Sonia Leotta

Una delle cittadine più famose e piacevoli dei Castelli romani è Marino, che a sole due settimane dalla rinomata Sagra dell’uva ripropone le sue tradizioni con la IX edizione della Sagra della ciambella al mosto d’uva, in programma per la giornata di domani. A ventiquattro chilometri dalla capitale, Marino si sviluppa sul ciglio del cratere che ha dato forma al lago di Albano. Uno degli angoli più prestigiosi e storici della cittadina, ancora oggi ammirabile in tutto il suo splendore, è Palazzo Colonna, il cui progetto iniziale ispirato al Vignola fu portato a termine nel XVII secolo da Sergio Venturi. Da visitare le stanze affrescate della Casina Colonna, la Collegiata di San Barnaba con un’alta cupola e un bellissimo organo del XX secolo e le altre chiese, quasi tutte di stile seicentesco, ad eccezione di Santa Maria dell’Orto, del XV secolo, situata sulla strada per il parco Colonna e particolarmente suggestiva per essere stata scavata nella roccia oltre che per la presenza di una fonte di acqua «miracolosa» che sgorga proprio sotto l'altare della chiesa. Molto caratteristica, infine, la Fontana dei Quattro mori, con la colonna corinzia che simboleggia la famiglia Colonna, alla quale è legata gran parte della storia di Marino. Quanto alle protagonista della festa, le originali ciambelle al mosto sono distinte dal marchio del Consorzio di tutela di Marino. Si tratta di un dolce locale a base di zucchero, olio, uva sultanina, lievito di birra, pasta di pane, farina, mosto d’uva e buccia di limone grattugiata. Per l’occasione lungo il corso centrale del paese verrà allestita una tavolata con una ciambella lunga quattrocento metri: una prova di assaggio per tutti i presenti con numerosi stand, sparsi nelle piazze principali che distribuiranno lo squisito dolce. Completeranno la festa balli e musiche popolari.