La "queenmania" diventa un romanzo

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Non solo concerti e biografie per ricordare il cantante Freddie Mercury: un nuovo filone &quot;letterario&quot; racconta &quot;un'altra storia&quot;<br />
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Tutti pazzi per i Queen e concerti un po’ ovunque - a Milano sabato sera all’Alcatraz - per ricordare Mercury, il leader del gruppo scomparso nel novembre del ’92. La queenmania insomma, complice la rinascita della band col cantante Paul Rogers, dopo sedici anni non smette di dare spunti ed energia. Non solo musica però, anche pagine da sfogliare: per esempio è nei negozi «Mr. Freddie Mercury» (Auditorium edizioni) che non è una biografia vera e propria ma la storia rivista e corretta e modificata del personaggio. Sorpresa: il libro fa parte di un filone «letterario» che sta prendendo piede (o visto alcuni precedenti, ritornando in auge). È il genere delle storie romanzate dedicate ai beniamini del rock e di quant’altro.

Spiega Nicoletta Trevisan, 22 anni, milanese, che con Anna Malvezzi è co-autrice del racconto lungo sulla vita all’autore dell’universale «We are the champions»: «Su Freddie non volevo fare una biografia; in casa ne ho 25 di cui una in cirillico. Allora ho messo a fuoco l’uomo lontano dal palcoscenico e ho deciso di lavorare proprio su questo, scegliendo una forma diversa e un linguaggio ad hoc». Risultato sul piano umano: la scoperta di una persona riservata, dolce, persino timida, cioè l’esatto opposto della pubblica immagine del Mercury-showman. Risultato sul piano editoriale: una storia con anche dei personaggi inventati. «Ci sono Niki, Richard e Michael - continua -. La prima rappresenta l’ex fidanzata di Freddie, il secondo un suo ex amante, il terzo il figlio che Mercury non ha mai avuto ma che nella vicenda da me narrata viene riconosciuto da Richard, diventato dopo la morte del cantante compagno di Niki...». Ma funziona, al lettore piacciono queste variazioni sul tema? «Ovviamente è una strada diversa da quella della biografia - spiega il direttore editoriale delle Auditorium, Claudio Chianura -. È nostra un’alternativa, forse tutt’italiana visto che la tradizione anglosassone ha puntato e punta sulla biografia sempre più analitica e specializzata con un taglio saggistico».

Largo dunque alla terza via, quella tra il romanzo «puro» con echi musicali - per intenderci la strada percorsa da penne come quelle dei britannici Nick Hornby e Sebastian Coe - e quella o dei saggi super-documentati su vita-morte-miracoli o basati sul pettegolezzo (quarta via, il racconto biografico di gruppi o personaggi fatti dagli stessi protagonisti: vedi «Storie Elettriche», sempre di Auditorium edizioni, firmato dall’ex tastierista degli Area, Patrizio Fariselli, ritornato su piazza). «Se sono d’accordo con queste operazioni? - fa eco il musicologo Franco Fabbri -. Beh, in un certo senso sono stato un antesignano con la retrospettiva sul gruppo Stormy Six che s’intitola “Album bianco“. Dico benvenuto al genere se questo non viene considerato una fonte e se serve anche a sdrammatizzare un po’ il rapporto che il pubblico ha con le sue star».