Quegli 007 diventati leader

Prima di guidare Israele Shamir fu terrorista e agente del Mossad. Ma non è un caso isolato

Passare dall’altra parte è un attimo. Basta sapere tutto di tutti. George Bush padre per esempio, che ha dato il suo nome all’Agenzia, non ci ha messo molto ad arrivare fin lassù. È stato direttore della Cia un anno solo, dal gennaio del 1976 al gennaio 1977, ma gli è bastato per lasciare il segno e partire per la Casa Bianca. Anche a Vladimir Putin è riuscito il grande salto. Ancora adesso sospettano che dietro certi omicidi eccellenti, da quello della giornalista Anna Politkovskaia, uccisa da un sicario ancora senza nome, a quello dell’ex spia del Kgb Alexander Litvinenko, avvelenato dal polonio, ci fossero non solo mandanti nascosti al Cremlino ma le antiche amicizie e le vecchie abitudini del capo. Ma non ci sono prove, nè forse mai ci saranno. Sono solo un manipolo, ma è gente tosta, che è arrivata lontano, gente che dopo aver guidato i servizi segreti del proprio Paese è diventato la guida stessa del Paese: Bush padre con la Cia, Putin con l’Fsb, erede del Kgb. Il sangue freddo a quanto pare aiuta, così come la capacità di muoversi tra gli uomini con una disinvoltura particolare che altri non conoscono. In Russia Putin non è un caso isolato. Prima di lui ci fu Yuri Andropov, figura cupa ma di grande spessore culturale: fu lui a imporre il pugno duro in Ungheria, fu lui a guidare il Kgb dal 1967, fu lui a succedere a Leonida Breznev alla guida dell’Unione Sovietica nel 1982. Un regno breve, due anni soli, dopo mesi di malattia, anche i giorni dell’Urss in fondo erano contati.
Anche il Mossad ha i suoi eroi. Yitzhar Shamir, che è stato prima capo terrorista e poi agente del Mossad, è il padre della rete Damocle. Per catturare gli odiati nazisti ingaggia persino Otto Skorzeny, il capo del commando che liberò Mussolini sul Gran Sasso nel 1943, lo convince ad attirare in trappola nel suo rifugio spagnolo i suoi ex amici nazisti in particolare scienziati legati all’Egitto di Nasser. E tra le grandi spie di tutti i tempi c’è anche Chaim Herzog, figlio di un rabbino irlandese membro dell’Haganah, l’esercito segreto degli ebrei di Palestina che partecipa allo sbarco di Normandia, che nel 1947 comincia dall’ufficio di direttore dello Shin Mem, il servizio di informazione dell’agenzia ebraica, il cammino che lo porterà alla presidenza di Israele.
Ma non c’è solo il passato. Tzipi Livni, ha 49 anni, due figli, e molte ambizioni nemmeno tanto nascoste. La pupilla di Sharon, vicepremier e ministro degli Esteri, è l’unica donna insieme a Golda Meier a ricoprire un ruolo così importante nella storia di Israele. Ma non le basta. Ha chiesto le dimissioni del premier Olmert e la guida del partito Kadima. Quattro anni nel Mossad le hanno insegnato la riservatezza e la determinazione. L’hanno soprannominata Mrs Clean, miss Pulizia, per la reputazione di integerrima che si è guadagnata sul campo. E molti cominciano a chiedersi se non sia lei l’uomo giusto per Israele.