Quegli «Innocenti» morti per terrorismo

da Roma

Scandisce con cura il regista danese Per Fly (si pronuncia Fluu, non Flai): «Non mi sento un pacifista, so bene che lottare per un mondo migliore significa, a volte, fare delle vittime. Bisogna metterle in conto, come rivendica il professore nel mio film. Ma poi, quando si passa dalla teoria alla prassi, capisci che ogni omicidio è una catastrofe. Per questo ripudio il terrorismo. Uccidere è sempre sbagliato. Pensare di fare politica rubando una vita è aberrante. Il mio film è un monito, affinché non si ripetano le cose atroci accadute negli anni Settanta e Ottanta. Voi italiani le conoscete bene».
Si riparla di cinema e terrorismo politico. Dalla terra di Amleto arriva un bel film, Gli innocenti, proprio mentre da noi si polemizza sulla sorte di Guido Rossa che sfidò le Brigate rosse, pronto da mesi, presentato in qualche proiezione pubblica, ma - sembrerebbe - rifiutato dal mercato. Due film diversi. Quello di Per Fly è una meditazione molto nordica sul senso di colpa e sul dilemma morale scaturiti da un atto politico dimostrativo, stupido quanto inutile, che si muta nell'omicidio di un poliziotto. Gli innocenti del titolo sono il morto, ma soprattutto sua moglie, che finirà col suicidarsi, disperata, perché una legislazione ultra garantista permette ai tre militanti di sinistra di farla franca, lasciando a un professore universitario cinquantenne, una specie di «cattivo maestro» alla Toni Negri, il peso di una scelta rinviata, per amore.
Il film di Giuseppe Ferrara, ritagliato su un tragico fatto realmente accaduto nel 1979, ha ambizioni meno metaforiche. Ricostruisce l'amarissima vicenda di un operaio del Pci, appunto Guido Rossa, interpretato da Massimo Ghini, che, a dispetto dell'isolamento a cui il suo gesto lo consegna, denuncia un brigatista che agisce in fabbrica a Genova e per questo viene ammazzato. Anche qui ci sono degli innocenti, a partire dalla moglie e dalla figlia del valoroso operaio. Non sorprende che Bruno Berardi, presidente dell'Associazione vittime del terrorismo ed egli stesso colpito negli affetti, abbia visto l'uno e l'altro, commuovendosi e arrabbiandosi. Gli innocenti (distribuisce Teodora Film, dal 13 aprile, per festeggiare sette anni di attività) è anche altro: una riflessione esistenziale sulla responsabilità, sul potere anestetizzante della menzogna. Osserva l'attore protagonista Jesper Christensen: «Quante bugie puoi continuare a dire prima che la tua vita vada in pezzi?». Già.