Quegli intrecci svelati 5 anni fa da un boss pentito

Nei verbali d’interrogatorio il ruolo del Comune nella speculazione sull’area della Ideal Standard

nostro inviato a Salerno

Il camorrista e il deputato ds. In tempi non sospetti (19 luglio 2001), le dichiarazioni del boss Cosimo D'Andrea rivelavano ciò che verrà parzialmente riscontrato cinque anni più tardi nei procedimenti del pm salernitano Gabriella Nuzzi e che coinvolgono anche importanti esponenti della Quercia, dal deputato De Luca al sindaco De Biase. Il riferimento è alla maxispeculazione su alcuni terreni della società Ideal Standard vincolati al reintegro degli operai in cassintegrazione sui quali sarebbe dovuto sorgere un parco marino a tema (denominato Sea Park) e dove poi ci si è ritrovati a discutere di una centrale termoelettrica del valore di 1.300 miliardi che nessuno vuole, a eccezione dei Ds.
Il contenuto del verbale fa parte del carteggio che la procura di Salerno ha spedito al Csm. D'Andrea spiega al pm: «L'operazione la sta facendo una ditta di Modena che si chiama Sea Park (...), questi stanno facendo una delle più grandi iniziative d'Europa (...). Per quanto riguarda l'Ideal Standard il Comune ha messo ieri De Luca e oggi De Biase. Hanno fatto una convenzione con questa ditta che non dà nessuna garanzia di solvibilità (...). Hanno fatto una convenzione e hanno detto: noi mettiamo in mobilità 180 persone (ex dipendenti dell'Ideal Standard, ndr) e loro devono riconvertire questa azienda e fare in modo di dare lavoro a questa gente, se ci fate questo questo favore poi ti diamo non so quanti ettari ed ettari vicino allo stadio Arechi, dove puoi fare questo grande acquario, significa il più grande d'Europa. Loro prevedono che debba far affluire 40-50 milioni l'anno di spettatori. E questo - continua D'Andrea - rientra nel programma speciale per il turismo, per cui i finanziamenti vanno non come la 488, partono da zero e arrivano a mille miliardi, e questo è un finanziamento di 3-400 miliardi». E ancora: «A Roma sono molto indecisi perché dicono: ma se sono falliti a Rimini e Riccione che sono posti turistici noi perché lo dobbiamo fare a Salerno e fare questi finanziamenti? Si è mosso De Luca e i soldi li stanno prendendo iniquamente perché per regola non dovrebbero arrivare». I finanziamenti, come da previsione, sono arrivati. Il parco però non si è più fatto. Il boss parla di interventi compiacenti di istituti bancari locali e conclude: «Sull'Ideal Standard invece di riconvertire e dare lavoro hanno fatto tanti preliminari a piccole aziende per lottizzare i capannoni così da prendere i soldi con la legge 488. Stanno costruendo un consorzio, così passeranno due-tre anni, nel frattempo gli operai non prendono soldi, nessuno li paga. È questo l'inghippo del Sea park, è importante». Chiusa del pm: «E De Luca che c'entra, c'è lui dietro il patatracco?». «È lui - risponde il pentito - lui in campagna elettorale ha cavalcato il cavallo di questa cosa qua, che avrebbe portato a Salerno, è lui che lo fa».