Quegli inviati al ristorante che si premiano fra loro

Ricchi premi e cotillons, guardate alla stampa estera e imparate a stare al mondo. In seno alla benemerita associazione è attivo un «Gruppo del Gusto» coordinato da Alfredo Tesio, moglie danese e corrispondente di giornali danesi, che ha pure fatto parte del direttivo. Scopo del Gruppo è mettere in contatto i giornalisti esteri con le regioni e gli enti locali desiderosi di promuovere le proprie bellezze e specialità, dal tartufo alla piadina passando per la sagra della gnocca (si tiene davvero, a Orvieto, dove declinano tutto al femminile).
La regione Sicilia spicca per generosità, ed è fra le predilette della stampa estera. Così i soci scendono e girano l’isola, per grandi alberghi da Taormina ad Agrigento, ristoranti raffinati e ceste di prodotti tipici. Tutto gratis e rimborsato, ovviamente. In cambio di un articolo che illustri la Sicilia all’estero, e che talvolta non vede nemmeno la luce.
Nulla di male, direte: bisogna pur promuovere il made in Italy. La Sicilia però, aggiunge l’olio. Con un premio giornalistico per i migliori articoli stranieri che illustrano le bellezze isolane: diecimila euro al primo, cinquemila a testa per altri tre alla piazza d’onore. Così ogni anno, dopo la vacanza «di lavoro» organizzata dal Gruppo del Gusto, nella prestigiosa Villa Igiea di Palermo si riunisce la giuria del premio, fatta in casa con la stampa estera.
Tant’è che nel 2007 presidente della giuria figura Erich Kusch dell’Handelsblatt, e vicepresidente Marcelle Padovani del Nouvel Observateur che aveva vinto il premio l’anno prima, guarda tu le coincidenze. E chi vince stavolta? Tobias Piller, del quale si è parla nella storia precedente, e che ha nominato Tesio alla guida del «Gruppo del Gusto». Insomma, io premio te e tu premi me, tanto pagano i siciliani.
Senza dimenticare i cotillons. Dal sito della stampa estera si apprende che l’evento più sfarzoso organizzato annualmente è il Grande Ballo.
Nell’ultimo febbraio di Prodi premier, a presenziare all’Hilton per l’amico centrosinistra hanno mandato Rodolfo Brancoli. «Stile anglosassone, musica tedesca e vini siciliani», vantava il notiziario informando di «signore in lungo e uomini in smoking» volteggianti «al suono di un’orchestra di 16 elementi provenienti da Ratisbona».
Pagava il solito nostro Pantalone? Non solo, perché c’erano anche gli sponsor, «dalla Luxottica alla British American Tobacco, dalla Wind alla Lamborghini, dalla Confindustria all’Abi». Gran lotteria finale, a beneficio dei corrispondenti esteri, con «premi messi a disposizione dell’Enel», ma dove il boccon del prete era «una Fiat 500 offerta dall’azienda di Torino».
Hai capito perché all’estero scarseggiano gli articoli contro le nostrane rottamazioni o l’incidenza delle sigarette sul cancro in Italia? E poi dice «il conflitto d’interessi».