Quei 3 miliardi che arriveranno in Fiat

In attesa dell’assemblea del 23 giugno, il mercato sta scommettendo su nuove clamorose svolte in casa Fiat: dall’ipotesi, difficile, dello spin off dell’auto ai rumor sull’interesse per le quote Rcs e Mediobanca in pancia a Fiat. Dal punto di vista finanziario, il Lingotto è coperto per il 2005 ed è agevolmente in grado di ripagare il miliardo e mezzo di obbligazioni in scadenza. Non ha dunque la necessità stringente di fare operazioni che procurino rapida cassa. L’assemblea semmai ratificherà la nomina di nuovi consiglieri indipendenti, contattati proprio in questi giorni e dal profilo alto e non certo ostile ai nuovi azionisti bancari.
Dal punto di vista finanziario gli uomini di Marchionne hanno praticamente rinnovato un prestito da due miliardi di dollari che scade tra poche settimane. La banca capofila sarà Citibank e l’importo sarà ridotto a 1,3 miliardi di dollari. Si tratta di una linea di credito di sicurezza («di back up e non tirata» come dicono i tesorieri). I due miliardi concessi fino ad oggi non erano stati utilizzati. Il nuovo prestito sarà evidentemente più costoso di quello precedente: di circa un punto e mezzo percentuale.
In cassa inoltre entreranno a breve 2,5/3 miliardi di euro dalla finalizzazione di due importanti accordi finanziari. Si replicherà il modello delle joint venture Barclays-Iveco e la cessione di Fidis. Fiat insomma cederà crediti per circa 12 miliardi di euro. Fiat auto ha ancora 4,5 miliardi di crediti, da cessioni a grossisti, e Cnh ha un portafoglio di 7,5 miliardi. Una parte di questi crediti sono stati già cartolarizzati, e dunque il loro effetto benefico di cassa sarà di molto inferiore. Resta invece un saldo positivo sull’indebitamento complessivo. Infatti i nuovi principi contabili Ias riportano in casa il computo di crediti cartolarizzati.
Le operazioni di cessione crediti che dunque la Fiat si appresterà a fare nelle prossime settimane comporterà un sollievo immediato di cassa e uno altrettanto sostanziale sul debito.