Quei 4 italiani sulle navi i kamikaze di casa nostra

I quattro italiani che hanno sfidato la terribile reazione della marina israeliana per raggiungere Gaza sono dei pacifisti kamikaze. La giornalista Angela Lano, il freelance e regista Manolo Luppichini, il tenore anarchico Joe Fallisi e il giovane reporter Manuele Zani sapevano benissimo che gli israeliani li avrebbero intercettati senza tanti complimenti. «Da agenzie e siti stranieri apprendiamo che lo stato sionista ha già trovato un nome per la sua operazione di pirateria e attacco illegale contro la nostra flotta: Skywind, vento dal cielo», scriveva il 27 maggio Angela Lano, torinese di 47 anni votata alla causa palestinese. Direttore del sito di controinformazione Infopal.it, il 10 maggio 2009 non si è fatta problemi a firmare un appello per «aiutare Gaza e Hamas legittimo rappresentante del popolo palestinese».
Non solo: fin dal 28 maggio l'Assemblea dei palestinesi in Italia faceva circolare un comunicato su internet che prevedeva il peggio e invitava a reagire in vista del blitz israeliano. Con «manifestazioni di protesta di fronte alle ambasciate e alle rappresentanze sioniste in Italia».
Nonostante le avvisaglie i pacifisti kamikaze di casa nostra si sono imbarcati su una nave greca ribattezzata «8000 - Libertà per i prigionieri. Libertà per Gaza». Ovviamente la mobilitazione è per i detenuti nelle carceri israeliane, non certo per gli oppositori di Fatah, il movimento storico palestinese, rinchiusi nelle galere di Hamas nella striscia.
Manolo Luppicchini, free lance e regista romano, ha mandato in onda su «Presa diretta» di Rai 3, un servizio proprio su Gaza. I suoi documentari e cortometraggi sono tutto un programma: «Fratelli di Tav», sulle proteste contro l'alta velocità, «Paisà - Storie di Migranti in Campania», fino all'ultimo «Comando e Controllo». Un attacco alla Protezione civile per lo «stato di emergenza» dopo il terremoto dell'Aquila. Joe Fallisi, tenore anarchico milanese, imbarcato con la «flottiglia della Libertà», ha dedicato addirittura una canzone ai martiri palestinesi: «Un aperto genocidio/ Stan compiendo i sionisti/. Gaza vivrà! Palestina vincerà». Fallisi, come si legge sul sito internet «Canzoni contro la guerra» è «uno di quelli che, nella caccia alle streghe susseguita alla strage di Piazza Fontana e all'arresto di Pietro Valpreda, viene ricercato dalla polizia e si deve nascondere». Poi si è dedicato al piano, al canto e al tentativo kamikaze di rompere l'embargo attorno alla striscia di Gaza.
Dell'allegra brigata, intercettata dagli israeliani, fa parte anche Manuele Zani. Un reporter di Budrio di Longiano, in Emilia-Romagna, che ha compiuto 30 anni un mese fa. «Gli ho parlato per telefono l'altro ieri - racconta il fratello Mattia -. Erano fermi in acque internazionali ed era prevedibile che la nave sarebbe poi stata presa in consegna dagli israeliani e scortata in qualche porto». Ai quattro italiani, che starebbero bene secondo la Farnesina, sono stati sequestrati computer e telefoni, compreso il satellitare della Lano. Secondo esponenti di Forum Palestina sarebbero stati arrestati. Con loro sono partiti dal nostro Paese due palestinesi, Muin Qaraqe e Abd El Jaber Tamimi. Entrambi fanno parte dell'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp) che ha sedi a Genova, Milano e Roma. Nella stiva della nave trasportavano aiuti umanitari per la striscia di Gaza. L'israeliana Ngo monitor, che fa le pulci alle organizzazioni non governative, cita l'Abspp per una brutta storia del 2005. Assieme ad altre istituzioni caritatevoli, con base in Europa, faceva parte di un cartello che raccoglieva fondi per la povera gente di Gaza, poi deviati ai terroristi. La vicenda venne alla luce con l'arresto di Ahmad Saltana, un uomo di Hamas.
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