Quei 680 euro al giorno per un consulente

Il vero problema non sono nemmeno gli importi complessivi, per quanto onerosi. Giusto per capirci, una delle ultime delibere ha deciso di affidare alla Società regionale per l’Internazionalizzazione Liguria International la realizzazione di sei progetti per un importo complessivo di 530mila e 300mila euro. Di cui 444mila e 800 a carico della Regione, soldi pubblici, quindi. «Ma questo genere di incarichi potrebbe anche avere una sua utilità. Il vero scandalo sono le piccole cifre, i 680 euro al giorno che la Regione Liguria continua a dare a consulenti esterni, nonostante avessimo già sollevato il problema con Burlando».
Consulenze d’oro della Regione Liguria, nuovo capitolo. Sono i consiglieri regionali del Pdl, Matteo Rosso e Marco Melgrati, dopo aver spulciato delibere e documenti, a presentare un’interrogazione per chiedere delucidazioni a riguardo. «Euro 523.600,00 in affidamenti di incarichi. Così ha chiuso l’anno 2011 l’amministrazione Burlando, che nella seduta di Giunta del 29 dicembre, ha dato il benestare su una serie di delibere che a vario titolo finanziavano affidamenti d'incarico a consulenti esterni», dicono nella loro nota i due consiglieri d’opposizione. «Al di là della bontà o meno delle iniziative l’aspetto che ci lascia veramente perplessi è quello relativo ai compensi per le singole persone alle quali vengono affidati gli incarichi».
Rosso e Melgrati ricordano che già in passato avevano denunciato questa anomalia «è intollerabile che in un periodo in cui gli stipendi medi mensili si aggirano intorno ai 1.200 / 1.500 euro, nemmeno sufficienti per dirla tutta ad arrivare alla fine del mese, vi siano delle persone che per una giornata lavorativa di 8 ore percepiscano 680 euro la bellezza di 85,00 euro all’ora».
E andando a guardare nei dettagli delle delibere ecco cosa viene fuori: «Ricercatore senior 6 giorni di lavoro euro 1.188 coordinatore 5 giorni di lavoro Euro 3.400, coordinatore esperto 1 giorno Euro 680. Cifre a nostro parere veramente importanti che sono tre volte tanto gli stipendi medi di un normale lavoratore».
Insomma secondo Rosso e Melgrati è l’ennesimo schiaffo alla miseria «se proprio questi soldi non si vogliono risparmiare per poi utilizzarli in iniziative più utili al benessere dei cittadini, per lo meno si può pensare con le stesse cifre di dare lavoro a molte più persone rispetto a quelle impiegati in questi progetti. In questo modo si consentirebbe a molti di poter sbarcare il lunario specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo».
Rosso e Melgrati sono decisi a continuare la loro battaglia per la trasparenza delle spese pubbliche e a voler portare all’attenzione del consiglio regionale anche questa questione. «La politica degli sprechi di questi anni ci ha portato oggi a dover fare i conti con buchi di bilancio e carenza di risorse, questo è il momento di utilizzare al meglio i risicati mezzi finanziari che abbiamo a disposizione».