Quei bambini adottati a metà

Sandro Bondi*

Il disegno di legge d’iniziativa della senatrice Maria Burani Procaccini intende modificare, in alcune parti non secondarie, la legge del 4 maggio 1983, n. 184, che regola la materia complessa dell’adozione e dell’affidamento dei minori. Il quadro normativo pregresso è dunque quello segnatamente compreso dalla legge n. 184, mentre il contesto socio-giuridico in cui si inseriscono le modifiche alla legge in oggetto verte su una storia complessa ed articolata in cui vi è stato modo, da parte della Commissione parlamentare d’infanzia, di condurre un’indagine conoscitiva accurata, conclusasi con l’approvazione di un documento finale votato nella seduta del 2 novembre 2004.
Nel corso di quest’indagine, si è avuto modo di approfondire le problematiche relative al fenomeno del semiabbandono di bambini che, a causa dell’inadeguatezza della normativa italiana a disciplinare situazioni di famiglie che non riescono o non vogliono mettersi nelle condizioni di provvedere alla corretta crescita e all’educazione del minore, dopo un eventuale periodo di affidamento si trovano nell’incertezza se dover tornare alla famiglia naturale o rimanere presso quella affidataria.
Lo stato di semiabbandono non è più l’eccezione che conferma la regola, ma si sta imponendo come una specie di «zona grigia» sempre più frequente e che non trova adeguate soluzioni giuridiche, stante il quadro normativo pregresso. I soggetti coinvolti nel settore delle adozioni cercano di ipotizzare delle strade percorribili affinché tali problematiche possano essere affrontate. In alcuni casi, vi è la possibilità dell’adozione cosiddetta «aperta», cioè un’adozione che ha le caratteristiche di quella legittima, con l’eccezione del mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine.
Tale tipo di adozione fa riferimento ai casi contemplati dall’art. 44 della legge n. 184 del 1983, ma, in questa casistica, ci sono soltanto alcune delle ipotesi specifiche riconducibili al semiabbandono permanente, non prevedendo, invece, gli altri diversi casi ad esso riconducibili. Alla luce di questi casi e del fondamentale rilievo che la nostra cultura, la nostra Carta Costituzionale e il sistema normativo italiano attribuiscono alla famiglia, oltre che per tutelarne la sua unità, è necessario proporre un ulteriore modello di adozione, specificamente pensato per i soli casi di semiabbandono permanente.
Si tratta di casi, anche gravi, in cui, però, la normativa si occupa soltanto di momenti per così dire netti, chiari, paradigmatici, mai di quella specie di «zona grigia» che è il «semiabbandono permanente», un caso, purtroppo, sempre più frequente e, dunque, degno di essere collocato nella casistica giuridica. Peraltro, la recente riforma dell’adozione nazionale, entrata in vigore nel 2001, non ha preso in considerazione questo problema. Con ciò, è anche emerso il problema degli operatori sociali e del settore delle adozioni che, nei vari casi di semiabbandono permanente, non sanno praticamente come comportarsi. Ciò aggrava la condizione dei minori in semiabbandono permanente, poiché essi, in quanto tali, non possono essere, data la normativa vigente, dichiarati adottabili.
I soggetti coinvolti nel settore delle adozioni cercano di ipotizzare delle strade percorribili affinché tali problematiche possano essere affrontate. In alcuni casi, vi è la possibilità dell’adozione cosiddetta «aperta», cioè un’adozione che ha le caratteristiche di quella legittima, con l’eccezione del mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine. Tale tipo di adozione fa riferimento ai casi contemplati dall’art. 44 della legge n. 184 del 1983, ma, in questa casistica, ci sono soltanto alcune delle ipotesi specifiche riconducibili al semiabbandono permanente, non prevedendo, invece, gli altri diversi casi ad esso riconducibili.
Alla luce di questi casi e del fondamentale rilievo che la nostra cultura, la nostra Carta Costituzionale e il sistema normativo italiano attribuiscono alla famiglia, oltre che per tutelarne la sua unità, è necessario proporre un ulteriore modello di adozione, specificamente pensato per i soli casi di semiabbandono permanente. Occorre porre mano alla legge e riformarla, costruendo il modello normativo dell’adozione aperta, sulla base della proposta avanzata dalla senatrice Maria Burani Procaccini.
*Coordinatore nazionale di Forza Italia