Quei bambini calpestati dal cinismo

Gli adulti non dovrebbero mai dimenticare che il primo e fondamentale diritto di ogni bambino è quello di avere una famiglia. Questo diritto è drammaticamente disatteso per colpa dell’indifferenza o del cinismo dei grandi. Ci sono tanti bambini abbandonati e tante persone adulte che vorrebbero adottarli nella propria famiglia. Questo desiderio non si realizza perché la nostra legge sull’adozione è inadeguata, perché le convenzioni sull’adozione internazionale sono una babele che rendono drammaticamente difficili, crudeli, lunghissime le procedure per poter adottare un bambino.
Di questi problemi si parla poco, diventano fatti di cronaca quando qualcosa di eccezionale toglie il velo dei comportamenti ipocriti davanti alle vite di tanti bambini orfani. Oggi parliamo di adozione perché una famiglia di Cogoleto ha voluto proteggere la piccola Maria, una degli orfani di Cernobil che durante i periodi estivi o nelle vacanze di Natale sono generosamente accolti da famiglie italiane, in attesa (lunga ed esasperante) di poter avere definitivamente i piccoli con sé.
È umano e profondamente morale, anche se contro la legge, che la famiglia di Cogoleto non abbia voluto riconsegnare Maria al termine del periodo prestabilito, all’orfanotrofio della Bielorussia da cui proveniva, per poterla proteggere dai maltrattamenti che lì avrebbe subito. Ma questo è soltanto uno tra gli infiniti casi in cui si consuma il dolore di bambini abbandonati e di coppie che vorrebbero, invano, averli in adozione.
Il nostro Parlamento si è impegnato con una battaglia serrata sulla legge della procreazione assistita, perché non si impegna a rivedere le normative sull’adozione? Quanti sanno che la legge 149 del 2001 prevede che gli «istituti per minori», cioè gli orfanotrofi, chiuderanno a dicembre di quest’anno? Accadrà qualcosa di simile a ciò che è successo con la legge Basaglia che ha chiuso i manicomi trovando assolutamente impreparate e inadeguate le alternative di assistenza per i malati di mente? Dove andranno il primo gennaio del 2007 le migliaia di bambini che oggi vivono negli orfanotrofi?
Vorrei fosse chiaro il mio personalissimo parere: non c’è niente di peggio dell’orfanotrofio, ma temo che potrei venire sensatamente smentito. La chiusura degli «istituti per minori» è vista favorevolmente dall’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) che però chiede un impegno da parte del governo per affrontare la situazione che si determinerà all’inizio del prossimo anno. Sono stati elaborati progetti da parte del ministero della Solidarietà sociale e delle Regioni per un’alternativa agli orfanotrofi? Per ora si sa soltanto che il ministro non intende rimandarne la chiusura, che entro ottobre sarà pronta l’anagrafe dei bambini presenti negli orfanotrofi e che sarà avviata una campagna di sensibilizzazione per l’affidamento. Mi sembra tutto drammaticamente affrettato e approssimativo, e chi dovrà pagare il prezzo più alto saranno come sempre i bambini.
Accanto a questo problema c’è poi il calvario delle adozioni internazionali: le coppie si trovano a dover fronteggiare due burocrazie parallele, quella nazionale e quella dei Paesi d’origine dei bambini. Gli ultimi resoconti dicono che le adozioni internazionali sono calate sensibilmente, dalle 2.764 del 2004 alle 2.203 del 2005 nonostante aumentino di anno in anno del 15-20 per cento le richieste da parte delle coppie. Il motivo di questa riduzione è tragico.
I bambini da dare in adozione provengono dai Paesi «poveri», i quali stanno usando i loro piccoli orfani come arma di ricatto verso i Paesi «ricchi» per ottenere favori e vantaggi economici, diversamente non raggiungibili. Un bambino da adottare oggi è diventato un penoso affare di soldi: per poterlo avere si deve pagare, pagare e continuare a pagare per superare gli ostacoli di una burocrazia farraginosa e incerta, ideata appositamente per rallentare le pratiche e creare infinite difficoltà. Di fronte a questa situazione è bene ricordare ancora una volta che il primo diritto di un bambino è quello di avere una famiglia e che a negare questo diritto sono l’ottusità delle leggi e l’avidità degli adulti.