Quei castigati strip tease anni Trenta

Americana, Gypsy Rose Lee ha firmato un libro - edito da Longanesi e poi da Adelphi - e avuto un film celebrativo (La donna che inventò lo strip-tease di Mervyn Le Roy, 1962): l'interpretava una Natalie Wood ventiquattrenne, ma la cosa più nuda che mostrasse era la schiena, fondo escluso. Ora il cinema evoca la più matura (sessantanove anni nel 1937) emula inglese, con Lady Henderson presenta di Stephen Frears.
Ispirato a una persona reale, il personaggio non ha l'età per mostrare la schiena. Dunque Judi Dench - che l'interpreta - resta vestita e fa spogliare le ragazze del Windmill (Mulino a vento), teatrino londinese ancora esistente, ma come locale di lap dance.
Nude, immobili, per evitare la censura, le ragazze del film non hanno lo scopo di arricchire la brava signora (Dio ne scampi, sarebbe prossenetismo!). No, lo sfoggio serve solo a permettere alle denudate di sopravvivere alla crisi economica e a chi le scruta di compiere un corso distante quanto rapido di educazione sessuale, in attesa di morire in guerra. Proprio come era accaduto vent'anni prima al figlio di Lady Henderson, forse senza nemmeno aver conosciuto i piaceri della carne... Questo esile conforto è invece ritenuto meritato dai morituri. E se esile è il conforto per i militari di allora, più esile è il conforto per gli spettatori di oggi. Dopo decenni di «tetta libera», chi ci bada?
Caso mai si bada alla ricostruzione d'ambiente, fra boiserie e tweed. Ma bastano gli arredi per mandare al cinema la gente? Insomma, si va al cinema solo per vedere altra gente che andava a teatro? Che gli arredi non bastassero era chiaro anche per Frears, che così inserisce retroattivamente nella storiella il politicamente corretto: la fautrice dell'esibizionismo altrui è promossa da vecchia matta a filantropa patriottica, mentre il suo sodale, l'impresario Van Damm (Bob Hoskins) reca un nome fiammingo che cela il giudeo (jew), come la Lady lo chiama a più riprese. Pregiudizi religiosi in una signora così emancipata sono incoerenti? In effetti: qui servono solo a dimostrare che la realtà li smentisce. Ed è ecco il vero fine di un film superfluo.

LADY HENDERSON PRESENTA di Stephen Frears (Gran Bretagna/Usa, 2005), con Judi Dench, Bob Hoskins, 103 minuti