Quei cinque spari davanti al seggio

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno (Dl), è stato ucciso il 16 ottobre con cinque colpi di arma da fuoco a Locri mentre usciva dai seggi delle primarie. Fortugno, 54 anni, era alla seconda legislatura come consigliere regionale ed era stato eletto a Locri. Nella precedente legislatura era subentrato, sempre nelle file della Margherita, a Luigi Meduri dopo l’elezione di quest’ultimo a deputato. Gli inquirenti battono subito la pista di un intreccio di interessi politici e mafiosi legati all’ingerenza delle cosche nel mondo della sanità e alla volontà delle organizzazioni criminali di lanciare un «messaggio» ben preciso al mondo della politica. In particolare, le indagini si concentrano sulle telefonate avvenute tra il politico assassinato ed esponenti del clan mafioso dei Morabito; in particolare Giuseppe Pansera, il genero del boss della ’ndrangheta Giuseppe Morabito conosciuto come «Tiradritto». La famiglia è certa che i colloqui riguardassero esclusivamente rapporti professionali, ma su questo si tornerà a indagare proprio per capire se Fortugno possa aver subito pressioni. Nel frattempo, nell’ambito delle indagini contro la ’ndrangheta, almeno cento persone sono state indagate e una cinquantina arrestate nei giorni scorsi per attività illecite, fra cui il traffico di droga, collegate alla ’ndrangheta calabrese. Gli arresti sono stati eseguiti in due distinte operazioni di polizia e del comando Ros dei carabinieri.