Quei compagni rimasti soli in discarica

(...) Fin qui, per l’appunto, non ci sarebbe neppure una gran novità. Il fatto è che stavolta, a cadere nelle «parole» della sinistra, sono stati i compagni liguri, i Burlando, le Briano e le Vincenzi. Che hanno abboccato al giochetto della solidarietà per i fratelli napoletani. E hanno deciso di accogliere a braccia aperta la «monnezza» di De Magistris. Poi si sono girati intorno. Hanno guardato a destra e a sinistra, e se vedendo il vuoto da una parte erano già pronti a sguainare i comunicati in copia carbone sull’intolleranza e l’inciviltà del centrodestra soggiogato dalla Lega, quando poi si sono voltati pure a manca rendendosi conto che lo spettacolo era assolutamente identico, si sono pure posti il problema sul cestino più appropriato per smaltire gli annunci già andati a male.
«Se il governo sarà equanime, spero che il problema si possa chiudere nel giro di questa settimana», ha tentato di buttare palla in calcio d’angolo Claudio Burlando. Senza accorgersi che stavolta neppure i compagni assai più duri e puri di Emilia e Toscana, oltre che il nuovo dux della sinistra, Nichi Vendola, hanno più avuto la faccia di dare la colpa al governo di quanto accade in Campania. La Puglia ha fatto una democraticissima leva ai fratelli campani, l’Emilia come l’Umbria hanno preferito il marameo, la Toscana ha voluto argomentare i suoi dubbi, ma il risultato non cambia. I compagni liguri ci sono cascati: unici in Italia a fare un passo avanti, non si sono accorti che le altre regioni, soprattutto quelle rosse, ne hanno fatti due indietro.
Così che anche Burlando ha provato un doppio salto mortale all’indietro, visto che persino Vasco Errani, presidente delle Regioni italiane, è tra coloro che non accettano più spazzatura napoletana. Per accettare 20mila tonnellate di rifiuti ora ha posto due condizioni (senza peraltro che la sua assessora Renata Briano, impegnata a dire il contrario a Radio Babboleo, ne fosse informata): «La prima - ha detto il governatore ligure - è che ci deve essere un approccio solidale di tutte le regioni verso l’emergenza di Napoli, la seconda è che il capoluogo campano si deve dotare di impianti di smaltimento per diventare indipendente». Condizioni entrambe già oltre il limite dell’impossibile. In modo da poter dare la colpa a qualcun altro. Il problema è che il «qualcun altro» che dovrebbe prendersi un po’ di colpa, stavolta è qualche compagno che il trucchetto lo conosce.