Quei concetti «forti» osteggiati dagli storici

Il pensiero di Carl Schmitt (1888-1985) ruota attorno alle questioni del potere, della violenza e dell’attuazione del diritto. Tra i suoi concetti chiave, lo «stato d’eccezione», la «dittatura», la «sovranità», il «grande spazio». Considerato ostile alle democrazie liberali, è indicato come un classico del pensiero politico. In Italia, dopo un periodo di diffidenza dovuta ai suoi legami con il nazismo, il suo pensiero è oggetto di attenzione con riferimento ai problemi giuridici e filosofico-politici della globalizzazione e alla crisi delle categorie giuridiche moderne.