Quei contributi a Vasco Errani girati ai Ds

Claudia B. Solimei

da Bologna

Contributi elargiti dalle coop rosse al «candidato a presidente» girati direttamente, a campagna elettorale in corso, al partito/lista guidato dai Ds che appoggiava la rielezione a governatore dell'Emilia-Romagna del diessino Vasco Errani, poi effettivamente rieletto alla guida della Regione. Nulla di penalmente rilevante, come si usa dire oggi parlando dell'intreccio di interessi tra Ds e cooperative rosse, ma abbastanza da far partire una contestazione alla documentazione presentata da Errani, come prevede la legge elettorale, per rendicontare i contributi ricevuti a sostegno della campagna per le regionali del 3/4 aprile dell'anno scorso. A chiedere spiegazioni per una serie di bonifici con un importo complessivo di 95mila euro, transitati direttamente dal candidato alla lista, il Collegio di garanzia elettorale presso la Corte d'appello di Bologna. Perché quella cifra è stata girata alla lista di appoggio, chiede dunque l'organisimo preposto a vigilare sulla trasparenza dei contributi elettorali. In data 30 dicembre 2005, arriva la risposta di Errani: «Per quanto riguarda i bonifici - si legge - per un importo complessivo di 95mila euro alla lista che ho rappresentato, fanno riferimento a parziale copertura di spese della campagna elettorale sostenute dalla lista». Il sistema, dunque, funzionerebbe così: la lista anticipa i soldi che servono a Errani per la campagna elettorale, Errani riceve contributi da parte di una serie di cooperative rosse, questi denari vengono girati al partito come rimborso. E da chi provenivano quei soldi, andati a finanziare la coalizione che sosteneva il candidato dell'Ulivo (Centro sinistra per l'Emilia-Romagna il nome della lista), e dunque anche i Ds che di quella lista erano i principali soggetti? Da una decina di cooperative rosse, visto che oltre il 70% dei contributi per Errani presidente dell'Emilia Romagna hanno avuto questa origine, ovvviamente del tutto lecita. Tra le coop più generose, la Manutencoop di Claudio Levorato, ex dirigente Pci e oggi numero due di Finsoe, la finanziaria che controlla Unipol (13mila euro); stessa cifra dalle casse dei consorzi coop Sageco e Sara srl. Un po' meno generosi quelli di Coop Costruzioni (10mila euro), del Consorzio Omnicoop (5mila) e di Andria coop (ancora 5mila). In tutto, dunque, oltre 60mila euro di finanziamento a sostegno del candidato dei Ds in regione (in tutta Italia sono stati circa 170mila i denari versati alla Quercia dal sistema delle cooperative per sostenere i candidati della sinistra tra marzo e dicembre 2005). A questi, poi, si devono aggiungere i contributi arrivati da persone fisiche: 24.950 euro.
«È innegabile - ragiona Giorgio Dragotto, capogruppo in Regione di Forza Italia, che pure preferisce non entrare nel merito della questione dei finanziamenti elettorali - che l'egemonia del partito comunista (Pci-Pds-Ds) abbia reso, almeno in parte, lo sviluppo industriale e produttivo di questo territorio funzionale alle esigenze di mantenimento di un preciso e collaudato sistema di potere. La vicenda Unipol ha aggiunto il tassello finanziario al mosaico di potere diessino le cui altre tessere sono le cooperative rosse, gli enti locali e le loro articolazioni di secondo livello».