Quei corpi speciali come angeli custodi «Pronti a tutto»

La sicurezza talvolta cozza con il cerimoniale, quando c’è di mezzo l’inquilino della Casa Bianca. A Villa Madama, dove ieri pomeriggio lo attendeva Silvio Berlusconi, sono arrivate due limousine gemelle prendendo alla sprovvista il presidente del Consiglio. George W. Bush si trovava su quella con le bandierine, ma la sicurezza americana ha voluto a tutti costi farlo precedere da una limousine identica. Una questione di procedura per non far capire mai a eventuali terroristi dove si trova esattamente il presidente. L’inquilino della Casa Bianca ha tutto doppio. Due limousine blindate, ma anche due Air force one, l’aereo presidenziale. Assieme a Bush viaggia pure la valigetta con i codici per lanciare un attacco nucleare. Come nei film la tiene, con una manetta legata al polso, un alto ufficiale Usa che segue come un’ombra il presidente nella visita romana.
Bush non scende dall’auto fino a quando il capo scorta dei Nocs, i corpi speciali della polizia italiana, non gli apre la portiera blindata. «Quasi sempre ringrazia con un thank you» racconta un addetto alla sicurezza. I Nocs che scortano il presidente per le vie della capitale, sono pronti a tutto. La punta di diamante è il Cat (gatto) un super blindato, stile hummer americano, con un drappello di sei uomini a bordo armati fino ai denti. Se non bastassero loro ci sono gli elicotteri con a bordo altre squadre di forze speciali. Addestrati a scendere a terra con i «canaponi», il nomignolo affibbiato alle funi per gli interventi da film. Gli americani, invece, sono imbattibili sul piano della tecnologia. «Hanno un veicolo Nbcr attrezzato per la guerra chimica, batteriologica o nucleare. In caso di attacco il compito dell’unità è prendere il presidente, infilargli una tuta protettiva e portarlo via» spiega un addetto alla sicurezza. L’incubo peggiore è Laura, la moglie di Bush, che ieri sera ha deciso di cenare a Trastevere. «Vorrebbe passare inosservata» hanno specificato dal suo staff. Senza rendersi conto che il corteo per la cenetta romana della first lady sarà composto almeno da una quindicina di macchine molto visibili. Dopo il pranzo al Quirinale Bush è rientrato per qualche ora a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore Usa. «Ad un certo punto è saltata fuori l’idea che forse il presidente sarebbe potuto andare a prendersi un gelato in centro - racconta un addetto alla sicurezza - non è stata neppure presa in considerazione».