Da quei documenti partirono anche i casi Imi-Sir e Mondadori

Il fascicolo 9520/95, aperto a Milano in Procura contro ignoti e dal quale sono scaturiti i processi Imi-Sir/Lodo e Sme, da anni è al centro di tante polemiche e battaglie sferrate nelle aule e fuori dalle aule di giustizia. Più volte, nel corso dei dibattimenti, i legali dell’ex ministro Cesare Previti avevano chiesto ai giudici milanesi di acquisire agli atti quel fascicolo «segreto», per poterne conoscere le carte contenute. Nel 2003 era stata presentata una denuncia al ministro Castelli che ha disposto un’ispezione straordinaria a Milano sul fascicolo affidata ad Arcibaldo Miller. L’ispezione si è conclusa senza che la Procura avesse dato in visione il fascicolo in quanto ancora «coperto da segreto investigativo».
Dopo l’ispezione è partita la richiesta di provvedimento sanzionatorio contro i due pm, che si è conclusa ieri con l’assoluzione.
Il fascicolo, per Previti e i suoi difensori, conterrebbe in particolare i verbali delle deposizioni di Stefania Ariosto quando la teste Omega non era ancora collaboratore ufficiale della Procura; le deposizioni rese da magistrati romani all’ex pm Paolo Ielo nel marzo del ’96; gli atti della testimonianza di Guido Fassone, capo dell'Ufficio legale di Efibanca; la documentazione completa raccolta dalla Procura in relazione alla vicenda Sme e alle denunce di «tale Fimiani». Tutti atti che, per Previti e i suoi legali, «risultano decisivi ai fini difensivi, non soltanto per quanto concerne la prova di innocenza dell’imputato ma anche perché dimostrativi dell’incompetenza territoriale di Milano».