Quei due progetti di legge firmati Ds per colpire anche i piccoli patrimoni

Nel 2004 e nel 2005 la Quercia ha depositato due testi per ripristinare l’imposta sulle successioni abolita dal centrodestra. E la Margherita la caldeggiava per finanziare l’isola di Lampedusa

Emanuela Fontana

da Roma

La reintroduzione della tassa di successione è mascheratissima, inserita in un progetto di legge che tratta di tutt’altro. Titolo: «Disposizioni in materia di accesso al futuro delle nuove generazioni». Un progetto che traccia grandi scenari di sviluppo per gli italiani che crescono in oltre quaranta pagine di trattazione depositate alla Camera con il numero 5682, progetto di legge del centrosinistra. La copertura finanziaria viene tutta da nuove tasse: da quella di successione alla Tobin tax. La data di presentazione è piuttosto recente, 2 marzo 2005, i firmatari sono tutti i dirigenti dei ds, da Piero Fassino e Luciano Violante in giù. L'obiettivo viene evidenziato nelle prime righe: «Una proposta di legge quadro per dare risposte concrete alle domande delle giovani generazioni».
La relazione pone in evidenza tutti i problemi dei ragazzi di oggi: quello della casa, per esempio: «È necessario avviare una politica per l’accesso alla casa, sia in affitto che per compravendita», si legge nella proposta di legge.
Si tratta poi il nodo dell’imprenditoria giovanile: «Un giovane che oggi decida di fare impresa incontra numerosi ostacoli, legati al capitale iniziale da investire... » e si avanzano proposte per incentivare i piccoli italiani.
A pagina 6 si inizia invece a parlare della copertura finanziaria del progetto: «Con il capo VII si individuano le misure di copertura finanziaria atte a consentire l’avvio di una politica complessiva in favore delle giovani generazioni attingendo dalla reintroduzione dell’imposta sulle successioni e donazioni sui grandi patrimoni (vigente in tutti i Paesi a economia avanzata)».
Sono poi citate la tassa sui Suv (Sport utilities vehicles) e «l’utilizzo di una quota del 10% dell’istituenda tassa sulle transazioni valutarie, secondo lo schema a suo tempo utilizzato dal premio Nobel Tobin, e infine dalla revisione delle aliquote sui prodotti alcolici».
Nella proposta di legge si prevede una reintroduzione della tassa di successione identica a quella abolita con la legge 383 del 2001 del governo Berlusconi: «L’imposta sulle successioni e donazioni sui grandi patrimoni - si legge all’articolo 26 della legge dei ds sui giovani - è ripristinata a decorerre dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle misure e con le modalità previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della legge 18 ottobre 2001, n. 383». L’articolo 28 prevede invece l’«istituzione di un’imposta di bollo sulle transazioni valutarie».
Ieri a Milano il capogruppo di An Ignazio La Russa ha mostrato durante un’iniziativa del suo partito sulle multe un’altra proposta di legge, del maggio 2004, e che prevedeva la reintroduzione della tassa di successione «ante 2001». Anche in questo caso c’è la firma di tutti i big dei ds: «Violante, Fassino e gli altri sono presi con il sorcio in bocca - attacca La Russa -. Nel 2004, ed è quello che vogliono fare anche nel futuro, hanno detto che l'imposta di successione andava reintrodotta per tutti nella misura identica prima che intervenisse la legge del 2001».
Tobin tax e tassa di successione comparivano anche negli emendamenti alla Finanziaria 2004 come giustificativi di spesa alle correzioni della manovra del governo. In commissione Affari sociali Rosy Bindi proponeva «per l’anno 2005 la spesa di 25 milioni di euro in favore dell’isola di Lampedusa per fronteggiare l’emergenza immigrazione», in cambio del «ripristino dell’imposta di successione sui grandi patrimoni».