Quei giornalisti amati e firmati

Ma davvero questi colleghi del Tg3 sono «stressati, depressi, stanchi»? Leggendo una lunga risposta di Maurizio Maggiani (su «Il Secolo XIX») ad una signora che sosteneva che i colleghi del Tg3 erano tutti «genoani» (si riferiva alla partita Spezia-Genoa), dal tema sportivo Maggiani si è dilungato sulla nostra rete Rai, con attacchi piuttosto violenti.
Ma allora la domanda che si son posti tutti è stata questa: «Sono davvero depressi i colleghi del Tg3». Novella Eva, curiosa come sempre, ha azzardato la domanda a Paolo Zerbini e Paolo Paganini: due pimpanti cronisti che al campo la fanno da padroni, eleganti, sempre firmati nei loro giubbotti, sorridenti, allegri, anche divertenti nella loro attività professionale. Abbiamo chiesto: «Ma che tipo di depressione avete?». Risposta: «Ma per ora nessuno psichiatra ha voluto visitarci...».
Agosti. Molte innovazioni nel più diffuso quotidiano locale. E qualche movimento nell’organico. Roberto Onofrio è passato allo staff centrale, mentre sulla tolda della cronaca è arrivato uno dei più attenti e preparati cronisti, Eugenio Agosti. Anni e anni di esperienze, sempre all’ombra del «monono», Agosti ha trovato finalmente una collocazione di lusso, perché la cronaca del giornale è sempre stata il «cuore» dell’informazione. Bravo, conoscitore della realtà locale, ma soprattutto anche bello e affascinante (come ha rivelato un sondaggio di Novella Eva di alcuni mesi fa). Agosti insieme a Paolo Zerbini, Giovanni Mari e Franco Manzitti è stato considerato, da un «comitato di colleghe», fra i più «interessanti». Oggi il suo interesse sarà ovviamente rivolto a dare alle pagine di cronaca vivacità, interesse e curiosità. I genovesi amano molto i risvolti locali e Agosti (per la lunga passata esperienza: conosce la città in tutti i suoi dettagli più minuziosi) spera di accontentare finalmente i suoi lettori. Accanto alla bella grafica di Garcia, oggi si attende la bella cronaca di Eugenio Agosti. Bello, interessante, ma soprattutto professionalmente ineccepibile. Nuti. Beppe Nuti lascia TeleGenova e viaggia alla volta di Telecittà: colpo di fulmine? Frastornato il mondo televisivo, perché Nuti ha sempre offerto prestazioni di Livello e la sua «fuga» è apparsa abbastanza misteriosa. Lascia Franca Brignola per Giovanni Giaccone. Si occuperà sempre di calcio, di commenti, di riflessioni sui rossoblucerchiati. Non sarà più direttore come lo era a TeleGenova, ma potrà «dirigere» comunque le sue attenzioni verso quello scenario sportivo dal quale non ha voluto mai allontanarsi. Chiarelli. Teodoro Chiarelli, come avevamo già annunciato, dal «Secolo» è passato alla «Stampa» di Anselmi. Ed ha debuttato, guarda caso, con un articolo dedicato a Roberto D’Alessandro, diventato presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e di Linate. Una curiosa coincidenza: perché Teo conosce benissimo D’Alessandro per averlo seguito dalle colonne del «monono» in tutte le sue lunghe peripezie genovesi (alcune belle, altre meno) sia come presidente del Porto che dell’aeroporto, come quando, all’inaugurazione dello scalo, arrivò Bettino Craxi dal cielo e Sandra Milo gli offrì una appassionata rosa rossa. Accanto alla bellissima amica di Bettino c’era lui, D’Alessandro, ma c’era anche Chiarelli. Ora i due si ritrovano, dopo tanti anni, e il «pezzo» di Teo è sembrato davvero il più attento e preciso. Come conosceva lui l’ex sindaco di Portofino non lo conosceva nessuno...