Quei giorni del G8 vissuti sulla stampa

(...) Ginevra 1998, Germania 1999 fino ad arrivare alla consacrazione vera e propria del movimento: Seattle, novembre ’99 quando 50mila persone invasero il centro cittadino e bloccarono il vertice di lavori del Wto (l’organizzazione mondiale del commercio). Da qui la nascita del «popolo di Seattle». La carrellata prosegue con l’analisi delle successive proteste a cui i media iniziarono ad interessarsi, criminalizzando però il movimento. L’ultimo appuntamento prima di Genova 2001 è a Goteborg il 15 e il 16 giugno. Gli scontri tra manifestanti e polizia sono durissimi: gli agenti del tutto impreparati sparano ad altezza uomo pallottole vere. Una profezia di quello che accadrà un mese più tardi. Un capitolo sui black bloc, su quello che fecero a Genova e un altro sulla sconfitta della politica italiana e delle forze dell’ordine che rappresentò il G8 del 2001. Il sogno infranto dei manifestanti. Fino alla parte centrale della tesi, ovvero il ricordo del G8 a dieci anni di distanza attraverso la carta stampata. Il Secolo XIX, la Repubblica e il Giornale. Agnoletto parte dal quotidiano ligure e studia i vari articoli, oltre il dossier di sedici pagine uscito qualche settimana prima del decennale. Analizza la struttura, meriti e mancanze, il taglio e il tema trattato oltre che il risalto dato in pagina. Dei due quotidiani, la Repubblica e il Giornale, sottolinea la diversa linea politica con cui vengono affrontate le giornate dell’evento. Più dalla parte dei manifestanti, specialmente nel gonfiare i numeri dei partecipanti alle iniziative di piazza il primo, più filogovernativo invece il taglio del quotidiano di via Negri. Quindi il suo contributo personale con un’intervista ad un funzionario di polizia e a un cittadino che in quei giorni del 2001 decise di non scendere in piazza, ma semplicemente di girare la città con la sua vespa. I motivi per cui hai scelto questo argomento per la tesi? «Un aspetto importante è la mia professione di giornalista che, oltre ad essere uno stimolo per ricercare sempre verità e informazioni nuove, mi ha permesso di seguire questo decennale del G8 in prima linea, partecipando alle manifestazioni più importanti». E di scriverlo con il cuore.