«Quei messaggi nascosti stimolano la libido perduta»

Boom di richiami sessuali nei «consigli per gli acquisti». E i consumatori gradiscono

da Milano

«La pubblicità è spesso al limite». Per Lorenzo Marini, fondatore e direttore creativo dell'omonima agenzia pubblicitaria, lo spot va anche alla ricerca di una libido in crisi.
Perché la pubblicità gioca così spesso sul doppio senso?
«Il messaggio non è un documentario, non deve rappresentare il prodotto come è: è un codice su due piani, uno aperto, ovvio e un altro più nascosto, intrigante. Per questo, fondamentale è il ruolo dell'immagine, meno didascalica della parola, e più suggestiva».
A questo proposito, lei stesso ha creato una pubblicità molto allusiva...
«Si trattava di “pane è vita”: molti panini raggruppati insieme, a formare un simbolo fallico molto evidente. Il messaggio era tradotto direttamente in immagine, ma con molta ironia».
Quando funziona il gioco di parole a sfondo sessuale?
«Noi italiani siamo un popolo latino, che ama la seduzione, e la trova naturale. Nel caso di doppi sensi sessuali, il pubblicitario è un funambolo senza rete di protezione e il rischio di scadere nella volgarità o nella provocazione pura e semplice è alto».
Vale la pena rischiare?
«Il pubblico è smaliziato, ormai si scandalizza poco e, se si diverte, compra. La pubblicità deve diventare furba, fare un passo indietro: non volgare ma armoniosa, maliziosa, mai banale. Non univoca, ma fresca».