Quei milioni rientrati con lo scudo fiscale

L’ex presidente e amministratore delegato di Unipol, Giovanni Consorte, ha utilizzato lo scudo fiscale per far rientrare in Italia 11,3 milioni di euro, provenienti dalle consulenze fornite al finanziere Chicco Gnutti durante la scalata a Telecom Italia. Secondo quando ricostruito dal Giornale, quei soldi sono partiti dall’Italia, transitando prima in Lussemburgo, poi alle Isole Vergini e infine di nuovo in Italia. Consorte, insieme al suo ex braccio destro Ivano Sacchetti e al figlio di Sacchetti, Marco, hanno sottoscritto nel luglio del 2001 un prestito obbligazionario da 15 milioni di euro pagando 11,3 milioni, pari al 75,33% del prezzo d’emissione. Il bond era stato emesso da una finanziaria lussemburghese controllata da Deloitte e Touche, la Mentor Holding Sa. Il prestito obbligazionario è stato interamente sottoscritto da Consorte e dai due Sacchetti, che poi hanno rivenduto l’obbligazione l’anno successivo alla Classique International Limited, finanziaria che opera nelle Isole Vergini britanniche, controllata dalla società lussemburghese Fidei, a sua volta controllata da Deloitte & Touche. Una volta tornati in possesso degli 11,3 milioni, i tre li hanno fatti rientrare in Italia con lo scudo fiscale.