Quei nababbi strapagati che nessuno vuole più

Franco Ordine

da Milano

Prigionieri del proprio stipendio, una prigione dorata d’accordo. È il dolceamaro destino che tiene legati col sottile e resistente filo di contratti milionari molti calciatori in rotta con società, pubblico e allenatori. Vorrebbero partire e invece son costretti, da un calcio-mercato povero di mezzi economici e ricco di prestiti o di acquisti a costo zero, a restare tra mugugni, palese insoddisfazione e qualche fischio nelle orecchie. In cima alla lista dei superfortunati con la smorfia sull’angolo della bocca c’è Christian Vieri detto Bobo, i suoi 12 milioni di euro netti l’anno, il doppio per l’Inter che deve pagare anche le tasse, sono più di una palla di piombo al piede. Ha tentato inutilmente di cambiare aria: ha chiesto prima al Milan, risposta picche. Ha riprovato con l’Atletico Madrid di Gil: stessa musica. Dietro Vieri, da Ronaldo a Del Piero, passando per Recoba, tutti professionisti che possono esibire contratti dalle cifre impegnative, resistono anche esponenti di secondo piano. Ed è forse questo l’aspetto più clamoroso e allarmante della vicenda. Didascalico, in tal senso, il caso di Christian (un nome, un destino) Abbiati, portiere del Milan da tre stagioni riserva di Dida e perciò deciso a cambiare residenza calcistica. Strombazzato dallo stesso Zamparini, presidente del Palermo e vice di Galliani in Lega, l’accordo è stato raggiunto sulla parola. «Sarà lui il nuovo portiere del Palermo» l’affermazione dell’imprenditore che si è poi scontrato con le cifre. Abbiati ha presentato il suo cud: ha un contratto fino al 2008 pari a 1,7 milioni di euro: stesso trattamento e si trasferisce in Sicilia senza problemi. E qui son cominciati i mal di pancia.
Ariedo Braida, il dg rossonero, ha poi passato al collega siciliano Rino Foschi la valutazione del portiere: 5 milioni di euro. Fatti due conti, il Palermo è rimasto di pietra: per acquistare Abbiati è indispensabile un esborso pari a 31 miliardi di vecchie lire, tutto compreso, anche se spalmato su tre anni. L’affare è saltato, se ne riparlerà tra due settimane. Ciascuna delle parti deve ridurre le proprie pretese. Cambiando portiere, il prodotto non cambia. La Fiorentina è infatti passata da Abbiati a Frey ma si è ritrovata nelle stesse condizioni: il Parma vuole un indennizzo sostanzioso, il portiere francese reclama un ricco budget. E il piatto nel frattempo piange. Kaladze è l’esempio classico del braccio di ferro tra Milan e Chelsea. Abramovich gli ha fatto già sottoscrivere l’intesa per 5 anni trascurando il negoziato con Galliani e Braida che hanno chiesto 13 milioni di euro per il trasferimento a Londra del georgiano. Di qui l’irrigidimento del Chelsea e la protesta di Kaladze. Il resto al prossimo aggiornamento.