Quei «nonni» dal Friuli al Mondiale

«Abbiamo giocato tanti derby con Treviso: loro seri, a dormire presto la sera prima, riso in bianco per cena. Noi al bar fino a tardi. Abbiamo sempre vinto noi». Bruno Della Rosa è l’anima del Nuovo Basket Udine, manipolo di ultraquarantenni che «difende l’identità del Friuli Venezia Giulia e il piacere di stare insieme». E il gusto di restare sottocanestro, alla faccia del mal di schiena, ben oltre le sfide con Treviso: a San Juan di Portorico, dal 3 al 12 agosto, Della Rosa e i suoi, fra cui gente che ha giocato in A come Bullara e Lorenzon, ha partecipato alla 9ª edizione dei Mondiali di maxibasket, la pallacanestro dei veterani, nella categoria over 40, terminando al 7° posto. Con 133 squadre da 24 Paesi, 9 fasce di età maschili, dagli over 30 agli over 70, 5 femminili, fino alle over 50, quella di Portorico è stata una festa del basket con presenze da record. «Le età dei giocatori sorprendono - prosegue Della Rosa -, ma l’emozione più forte è stata proprio vedere un Uruguay-Argentina fra atleti con più di 65 anni: chi con gli occhiali, chi fasciato ovunque, ma la grinta era da ventenni». Gli acciacchi no e la consolazione non è certo in denaro: la spedizione iridata di Udine, ad esempio, si è in parte autofinanziata.
Della Rosa&C. non sono stati i soli italiani a Portorico: negli over 45, penalizzata da alcune assurdità nell’organizzazione, ha chiuso al 6° posto una selezione con veterani come Vittorio Gallinari, Tonut e Cappelletti, oggi assessore ai Lavori pubblici a Cantù. Puntavano al podio, ma si consolano con Giuseppe Ponzoni, 51 anni, che è stato nominato miglior giocatore del mondo del basket per atleti dai 35 ai 70 anni.