Quei passi del Vangelo e il furore del Corano

Bella la sua quotidiana predica coranesca, caro imam Al Granzotto! Anche se per la verità la trovo un pochino ripetitiva; che ne direbbe di aggiungere ogni tanto - in omaggio alla par condicio e al dialogo ecumenico interreligioso - anche questa frase, che ad occhio e (è proprio il caso di dirlo) croce sembra pronunciata da un guerrafondaio degno della sua ira quasi come l'Allah scrittore della IX sura: «Non pensate ch'io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada» (Matteo 10:34).

P.S. Sto meditando se sia il caso che io le invii quotidianamente questa mail, così, tanto per vedere chi di noi due si stancherà per primo di scrivere castronerie. Mi viene solo un lieve dubbio: non è che un'azione simile sia contemplata nel famoso «pacchetto Pisanu» come reato di «apologia di terrorismo islamico» e uno di questi giorni mi vedo la coppia di carabinieri alla porta che mi prelevano, mi ammanettano e mi rimpatriano forzatamente? Mah, credo che il gioco valga la candela e poi, posso sempre ritornare col primo gommone utile...
Lei, caro il mio Shehi, è un furbacchione, sissignori, un furbacchione. Perché - ammesso e non concesso che la guerra promessa dal Cristo fosse la guerra guerreggiata, quella con le bombe nelle metropolitane per intenderci - quel passo del Vangelo di Matteo non vale. Ovvero non fa il paio con la IX sura del Corano. Se mi trova nel Nuovo Testamento qualcosa che assomigli all'ordine impartito da Allah al suo gregge («tendete agguati, catturate, uccidete» gli infedeli, cioè noi), o all'impegno di impartire un «doloroso castigo» a coloro che credono in un altro Dio, be’, allora potrei anche starci. A me la par condicio, ferrovecchio che Oscar Luigi Scalfaro trasse dal cilindro delle sue astrazioni demagogiche, fa un baffo (e poi, guardi, non garba nemmeno all'Islam. Sbaglio o da quelle parti la condicio fra uomo e donna è grandissimamente impar, grandissimamente disparilis? No che non sbaglio), però se mi trova quei passi, addivengo. Nell'attesa, mi alluvioni pure di fax: prenderanno la via del cestino con la velocità con la quale un kamikaze jihadista raggiunge il paradiso delle urì. Praticamente in un amen.
La sua ironia sul «pacchetto Pisanu» (va da sé che se il pacchetto l'avessi confezionato io non sarebbe bastata l'intera flotta dell'Aeronautica militare per riportare nel dar-el-Islam quanti ritengo sia più giusto, più simpatico, che vi facciano immediato ritorno) e il definire castronerie i versetti del Corano mi fa pensare che lei appartiene alla schiera delle Vispe Terese. Quelle che sostengono che tutto va ben, che basta un pizzico di dialogo e gli Osama bin Laden la piantano lì e che se anche non la piantassero, che saranno mai due bombette. Io la penso diversamente, penso che sia in atto una guerra di civiltà, che detta guerra non l'abbiamo scatenata noi ma è stata predicata nelle moschee e nelle madrasse e che, infine, «no pasaran». Anche se ciò potrà causarle dispiacere.
Paolo Granzotto

Ps: mi sorge un dubbio. Mi sa tanto che a lei la IX sura del Corano non è entrata nella zucca. E siccome sono buono, gliela ricordo: «Annuncia a coloro che non credono un doloroso castigo. Quando siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori, ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati». Forte e chiaro, eh?