Quei piccoli monumenti alla memoria

Chi non ha, a casa o almeno impresso nei ricordi familiari, un oggetto di ceramica sbeccato di cui non ci si disfa per affetto? Quell’aspetto «liso» che assumono le tazze o i piatti in maiolica che mostrano la familiarità con cui li trattiamo con una rete di crepe sottili nello smalto, ce li rende intimi. La nuova linea di ricerca di Mirco Marchelli, in mostra al Traghetto fino al 18 marzo prossimo, si serve di un materiale tanto fragile quanto capace di attraversare il tempo, pur portandone i segni. La scoperta da parte dell’artista della ceramica è avvenuta di recente ad Albisola, dove la manifattura futurista di Tullio Mazzotti ha consacrato alla modernità una tradizione artigianale che in Liguria ha origini antiche. Le opere esposte dall’artista piemontese proseguono il discorso intrapreso da anni, e affrontato con altre varie materie prime, sull’oggetto a cui è affidato il peso e la suggestione del ricordo. Ritroviamo antiche carte geografiche, libri, tavole di legno, pezzi di stoffa, trattati con la cera e a volte dipinti a tempera: sempre dei piccoli monumenti alla memoria, esaltati nella loro consistenza materica da un involucro che sigilla e conserva, che mantiene visibili le tracce del passato ma le cristallizza nel momento presente, contraendo spazio e tempo nell’immagine finale. Gli assemblaggi di oggetti diventano altari portatili che inglobano il sacro nel segreto di pagine insfogliabili o case in miniatura fatte di libri in bilico apparente come castelli di carte. Le opere ceramiche, a volte sovrapposte a grandi superfici dipinte (carte geografiche rovesciate, impacchettate, colorate) presentano sempre una sovrapposizione di strati, angoli sbeccati, colature di colore, pezzi attaccati su altri come in un restauro casalingo; muti taccuini dalle cromie sobrie, accese da tocchi di rosso, di azzurro, di verde pallido; in stoffa, cera e tempera il pointillisme dei Giardini religiosi, forme squadrate senza rigore, nelle quali il gioco dei puntini multicolori è smorzato dall'aspetto di pietra consumata. L'intimità immediata suscitata dalle opere di Marchelli è un invito; viene subito la voglia di toccare questi oggetti quasi cari al primo sguardo, il sospetto che possano rievocare qualcosa di personale al contatto.
Galleria «Il Traghetto», viale Regina Margherita 158. Info: 06.64780772.