Quei poteri forti che benedicono gli «inciuci» del nuovo governo

Che Tommaso Padoa Schioppa, espressione tipica del salotto buono e dei poteri forti, si accodi al trenino prodiano non stupisce. Tutto sommato non stupisce neppure che, candidato al ministero dell’Economia e consapevole che una buona fetta dei parlamentari della maggioranza chiamata a sostenerlo si trova distante anni-luce dai principi di politica economica che egli vorrebbe attuare, lo Schioppa non disdegni l’idea di cercare soccorso in una fetta di opposizione disposta ad appoggiarlo in caso di defezione di Bertinotti.
Colpisce però l’assoluta mancanza di ritegno, diciamo pure la naturalezza, con cui l’euroboiardo, non ancora ufficialmente candidato alla poltrona, dalle pagine del Corriere teorizza, illustra e benedice, sia moralmente che politicamente, le magnifiche sorti e progressive della politica trasformista e inciucista da lui agognata. In pratica, un avallo alla compravendita di voti da parte del governo di sinistra ogniqualvolta la maggioranza non fosse in grado di reggersi in piedi da sola. E meno male che da quella parte si continua a salire sul pulpito per dar lezioni morali a noialtri. Inquietante è poi pensare che tale modus cogitandi (et operandi) venga propagandato così allegramente e sfacciatamente da chi a suo tempo ha avuto il compito, in seno alla Bce, di partorire l’Euro. Il cerchio si chiude alla perfezione.