Quei precari di Liberazione

Erano gli stessi che sfilavano dietro lo stendardo di San Precario e gridavano ai padroni. Il diavolo che fa le pentole ma non i coperchi ha deciso di sbugiardarli. Così Liberazione si è ritrovata l’«amico» sindacato alla porta di casa che reclamava la regolarizzazione, leggasi l’assunzione, dei precari. Eh sì, perché la testata diretta da Piero Sansonetti di colleghi precari ne impiegava tanti, salvo poi inveire contro il centrodestra profittatore, se non altro, della pazienza altrui, cioè dei poveri precari. L’Associazione stampa romana ora ha chiesto l’assunzione di «tutti i colleghi che in questi anni hanno prestato la loro opera con contratti a termine sia nella testata madre sia nei supplementi». Capito i moralisti?