Quei presidenti irrequieti affascinati dalla politica

Quando la politica affascina imprenditori da tempo nel mondo del calcio. Uno, il «vulcanico» Maurizio Zamparini, sta pensando di vendere la sua squadra di calcio e di appoggiare un movimento sull’esempio dei tea-party americani, ovvero al di fuori di qualsiasi schieramento partitico. L’altro, il più «pacato» Diego Della Valle, sta conducendo da mesi una battaglia con il sindaco di Firenze per la Cittadella viola e intanto sottolinea di aver convinto l’amico Luca Cordero di Montezemolo a non scendere in campo per eventuali elezioni anticipate, dopo aver a sua volta rifiutato nel 2006 una candidatura nell’Udeur di Mastella.
Due presidenti «irrequieti» che vivono sensazioni diverse con i loro club: il Palermo è una delle sorprese della serie A, vanta giocatori (come il fenomeno Pastore) appetiti da grandi società europee; la Fiorentina, invece, vive ai margini della classifica che conta, alle prese con infortuni e calciatori un po’ fuori dalle righe (vedi Mutu). Entrambi sono ora distanti da Berlusconi: Zamparini, in un’intervista al Mattino e alla Gazzetta della Sport, dice di non votare più Silvio da tempo («ha fallito, non ha realizzato niente di quello che aveva promesso, ora vive di spot e si disinteressa dei problemi della gente», così il patron rosanero), anche se sogna di imitarlo, magari creando una «Lega del Sud, visto che il Meridione è senza rappresentanza»; Della Valle, che nel 1994 votò e contribuì alla nascita di Forza Italia, ebbe i primi attriti con l’attuale premier nel 1996 ma lo screzio maggiore fu nel 2006, quando le critiche del Cavaliere lo portarono a dimettersi dal consiglio direttivo di Confindustria.
Ma i nemici attuali di Mister Tod’s sembrano essere a sinistra: Matteo Renzi, primo cittadino di Firenze, ed Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, per la questione della Cittadella. Ieri l’ultima provocazione dell’imprenditore marchigiano dalle pagine de La Stampa: «Per avere una squadra competitiva e forte è necessaria la cittadella dello sport, uno strumento per permetterci di colmare il gap economico con altri club di A: Se non sarà possibile farla a Firenze, siamo pronti a cercare in altri comuni». E mentre il coordinatore del Pdl di Prato, il deputato Riccardo Mazzoni, apre all’idea e a un possibile dialogo con Della Valle, sottolineando che gli spazi per la cittadella ci sarebbero nella zona sud-est della città, Renzi replica seccamente: «Diego Della Valle tira fuori queste storie quando la Fiorentina va male. Se ci sono soluzioni diverse per la squadra viola nell’ambito della cintura metropolitana, per noi non è un problema». Ma visto che le squadre di calcio sono spesso più importanti dei partiti, la questione non finirà qui.