Quei ritardi che trasformano i box in oro

Il problema dei parcheggi sotterranei a Milano è sempre più d'attualità. In realtà noi ci troviamo davanti ad un piano, presentato allora dall'ex sindaco Albertini, che ipotizzava ben 235 iniziative da progettare. Quelle realizzate fino ad oggi sono 70, in corso di realizzazione ve ne sono 40, si lavora sulle convenzioni per altre 45, per altre 9, tutte dislocate in zone periferiche, i lavori dovrebbero iniziare questo autunno, anche se è bene precisare che in ogni caso i cantieri non sono, e non lo saranno mai, avviati tutti contemporaneamente. Ma ognuna di queste iniziative è viziata alla base da un problema molto grave, vale a dire quello della lievitazione dei costi per l'acquisto dei box, che, guarda caso, va di pari passo con i ritardi nei lavori. Vincenzo Giudice, presidente della commissione Lavori Pubblici a Palazzo Marino, ha dovuto ammettere che dal momento in cui un cittadino prenota un suo box al giorno dell'assegnazione del rogito, i costi possono lievitare anche del 40 o 50 per cento. Occorre davvero che le convenzioni, da applicare su tutti i bandi previsti dal passato piano del 2000, vadano riviste sul controllo dei prezzi e delle loro maggiorazioni, studiando anche restrizioni penali per ritardi nei tempi. Perché oggi, per tutto quanto si è realizzato, risulta evidente come più a lungo i cantieri rimangono fermi più il guadagno delle imprese costruttrici aumenta. E allora è giusto che l'Amministrazione su questo problema dei parcheggi protegga meglio gli interessi del comune cittadino.