Quei «rottamatori» dietro il dossier che scuote Bologna

Dopo i pubblici ministeri della Procura anche i giudici della Corte dei Conti verificheranno se sono fondate le accuse riportate dal dossier che accusa di comportamenti non leciti alcuni esponenti del Pd di Bologna. Le sei accusatorie paginette sono state sicuramente vergate dentro la federazione del Pd. Il breve dossier è stato recapitato pochi giorni prima delle primarie del Pd in forma anonima a tutte le redazioni dei quotidiani locali e contemporaneamente distribuito ad alcuni membri del partito di Pier Luigi Bersani. L’intento era palese: mettere in difficoltà Virginio Merola, vincitore annunciato della sfida. Ma quel dossier è rimasto in un cassetto. Così le primarie si sono svolte come copione. I ben informati non escludono che l’autore del dossier (anche se sembra siano tre) sia un «rottamatore».
AnSel