Quei soci misteriosi di Rovati e della famiglia Prodi

Un «mister X» divide gli utili con la moglie del premier

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Un manto di riservatezza protegge le società immobiliari collegate a Flavia Franzoni Prodi e al consigliere del premier, l’imprenditore Angelo Rovati. Imbarazzi, silenzi, telefoni riagganciati. Dopo che Il Giornale ha pubblicato ieri gli intrecci finanziari dei coniugi inquilini a palazzo Chigi e di Rovati (il consulente di Prodi autore del piano-scorporo per Telecom), nessuno mostra voglia di parlarne. Tre in particolare le immobiliari del mistero: Antelao, Simbuleia e Aquitania. A Bologna, hanno tutte sede in via Castiglioni 21, presso lo studio di Piero Gnudi, presidente dell’Enel e commercialista di fiducia di Prodi. Del resto è un indirizzo che ricorre spesso nel passato del premier. Qui aveva infatti sede anche la sua Ase, Analisi e Studi economici srl, già al centro di un’inchiesta del Daily Telegraph per consulenze da 1,4 milioni di sterline ricevute secondo il foglio inglese dalla banca americana Goldman Sachs.
Tornando alle tre immobiliari, rimangono molte zone d’ombra. Basta partire da Aquitania. Mentre un 50% è stato fino al 2002 intestato proprio all’Ase (coniugi Prodi) per poi passare direttamente a Flavia Prodi, l’altra metà è in portafoglio alla società di consulenza Simbuleia. E qui ci si ferma. Difficile infatti sapere di chi si tratta. Il cento per cento è in mano alla fiduciaria Euromobiliare, scelta apposta per evitare che si sappia in giro chi sia l’azionista. Una volontà perfettamente legale ma forse non proprio nell’ottica di trasparenza per l’unico socio dei coniugi Prodi. Nel Cda siedono commercialisti dello studio Gnudi, come Romano Conti e Gian Luca Nanni Costa, figura centrale che ritroveremo tra poco. Simbuleia non è una scatola vuota, gestisce proprietà, beni e azioni, fa investimenti visto che emette prestiti obbligazionari. In alcuni anni le emissioni arrivano a quasi due milioni di euro. Fiduciaria l’azionista, commercialisti i consiglieri, non si va lontano. La ricerca imbocca un binario morto. Aquitania e la sua azionista Simbuleia, diretta socia della Prodi, si assomigliano, visto che in entrambe siede Nanni Costa. Ma una volta contattato non aiuta e mal nasconde un certo nervosismo: «Che devo dire? Cosa devo rispondere? Sono in famiglia - taglia corto - e comunque non ho niente da aggiungere». E riaggancia senza offrire lumi sui soci dell’immobiliare della moglie del presidente del Consiglio. Nessun commento nemmeno su chi lo ha preceduto come amministratore in Aquitania. Eppure il suo diretto predecessore nell’immobiliare dei Prodi era un’arzilla ultrasettantenne, Rosanna A., che fino ai suoi 78 anni, ovvero sino a fine 2002, venne confermata come amministratrice per firmare tutte le carte della società. Come mai venne scelta questa pensionata? «Lasciamo stare - replica Nanni Costa - che ora la signora è deceduta». Insomma, mistero. A lei subentra così Nanni Costa che, stando alle visure della Camera di Commercio, al di là della sua quota nella società di consulenze Fida Consulting, ha solo un’azione della Clitunno e un’altra di Antelao, altra immobiliare di questa sorprendente galassia bolognese. Ed è sempre Nanni Costa che troviamo ad amministrare proprio Antelao.
Anche qui il controllo è in mano alla solita fiduciaria, una quota è riconducibile all’amico di Prodi, Angelo Rovati, un altro 10% a Luca Cordero di Montezemolo. Antelao ha stretto un’alleanza, ad esempio, con l’ex presidente del Bologna, Giuseppe Frascara Gazzoni, battezzando la società Isi per avviare una serie di iniziative sportive. Mentre con la Fi.Svi di Cordero di Montezemolo condivide investimenti non solo in Tabaccheria Italiana ma anche nell’Housing Marconi, cordata di immobiliaristi capitanata dal bolognese Amedeo Brunello, già Fincasa 44. Insomma una sorta di club emiliano che vede incrociarsi manager, destini e forse anche interessi. Con alleanze spesso inaspettate. A iniziare da quelle finanziarie che, tramite partecipazioni a cascata e gli stessi amministratori, uniscono Rovati e il presidente di Confindustria. Sino al misterioso socio che divide utili e perdite con Flavia Franzoni Prodi ma che preferisce non comparire direttamente e rifugiarsi così dietro lo schermo di una solida fiduciaria. Una scelta forse non proprio premiante visto gli incarichi assunti dal professore emiliano prima nell’Unione europea e ora in Parlamento.
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it