Quei soldi finiti altrove

«La città dei cittadini», il grande piano che dovrebbe ospitare nella ex Manifattura Tabacchi di Circonvallazione Ostiense 4mila dipendenti comunali. E il prossimo 10 dicembre la giuria nominata dal Comune decreterà il nome del progetto vincitore. Era il 2004 quando l’amministrazione Veltroni presentò l’operazione «Campidoglio 2». Il 21 giugno l’aula Giulio Cesare aveva approvato la delibera 106 che dava il via libera all’attuazione. Una spesa complessiva di 241 milioni di euro da finanziare in parte - sulla base di quanto previsto nel piano di investimenti 2003-2005 approvato dal Consiglio comunale nel 2003 - con i ricavi derivanti dall’alienazione di alcuni immobili di pregio: in primis il grande palazzo sede dell’Acea di piazzale Ostiense e poi quelli di via Tomacelli, via di Porta Lavernale e via del Colosseo. I cosiddetti «gioielli di famiglia» la cui vendita avrebbe dovuto fruttare nelle previsioni 127,5 milioni alle casse del Campidoglio. Di questi, come si legge nel testo della delibera 106, «52.153,070 a parziale copertura della spesa per l'attuazione del progetto Campidoglio 2».
E fin qui, almeno sulla carta, tutto regolare. Ma le cose sono andate diversamente, e nel corso degli anni i soldi effettivamente utilizzati dal Comune per finanziare la «città dei cittadini» sono diventati pochi spiccioli. Due milioni e 456mila euro per l’esattezza. Cinquanta milioni in meno rispetto alla cifra prevista. Gli altri dispersi in mille rivoli, inghiottiti dal complesso e tormentato iter seguito delle alienazioni condotte da «Risorse per Roma», la società partecipata che gestisce la vendita del patrimonio immobiliare capitolino. Ma vicissitudini di «Rpr» a parte, i fondi destinati al «Campidoglio 2» sarebbero stati comunque esigui. Perché questo è quello che emerge dagli ultimi bilanci comunali. Le alienazioni dei 4 stabili in questione fanno infatti la loro comparsa nel bilancio 2003, anno in cui venne approvato il piano di investimenti 2003-2005. Le cifre di vendita sono quelle riportate nella successiva delibera 106/2004 (quella che diede via libera al progetto): 101 milioni di euro per l’immobile Acea di piazzale Ostiense; 7.551.500 per quello di via Tomacelli; 8.550.000 per quello di via del Colosseo e 12.227.885,79 per quello di Porta Lavernale.
Le sorprese arrivano leggendo gli stanziamenti previsti per il 2005 e 2006. Dalla cessione degli stabili di via Tomacelli e di via del Colosseo la quota destinata al «Campidoglio 2» è di soli 927.972.35 euro (su un totale di 16.101.500 euro), più altri 927.972.35 (su un importo di 12.227.885,79) dalla vendita dell'immobile di via Porta Lavernale. E nel bilancio 2006, dalla discussa cessione della sede Acea (108 milioni di euro) i fondi accantonati per la «città dei cittadini» sono stati soli 600mila euro. Il totale, è quello già anticipato, che supera di poco i 2 milioni e 400 mila euro. Eppure sulla delibera approvata dal Consiglio comunale c’era scritta una cifra di venti volte superiore.