Quei telefonini «d’oro» che valgono 35 miliardi

Le sole attività mobili brasiliane sono stimate 6 miliardi e verranno dismesse a parte

da Milano

Quanto vale Tim? La domanda finanziaria chiave, nell’operazione di riassetto di Telecom, è questa. Perché è dalla cessione della telefonia mobile che Telecom ricaverà le risorse per abbattere il debito che ammonta a 41,3 miliardi e per dotare la futura media company delle risorse per crescere anche all’estero.
Ebbene: una Tim senza debiti potrebbe valere da 35 fino a 40 miliardi. Ci si arriva ricordando che due anni fa, prima che Telecom lanciasse l’Opa che ha portato alla incorporazione di Tim, quest’ultima capitalizzava 40-42 miliardi, in pratica senza debito. Da allora sono stati ceduti asset per 2 miliardi (Tim Hellas, Tim Perù, Entel Chile). Il che fa calare il valore verso quota 38-40. A questa cifra va sottratta la svalutazione che il mercato ha attribuito al titolo Telecom che, depurata dell’effetto speculativo legato appunto all’incorporazione, si può stimare in un 15-20%. Si scende così a quota 32-34 miliardi. Nel frattempo, però, è cresciuta bene Tim Brasil, che gli analisti valutano intorno ai 6 miliardi. Per questo il progetto di Telecom è quello di cedere Tim Brasil e Tim separatamente, contando di portare a casa come minimo 35 miliardi. Ma puntando (anche per il possibile upside che la single Tim potrebbe avere sul mercato) ad arrivare fino a 40. A questi, però, Tronchetti potrebbe attaccare qualche miliardo di debito: per abbattere quello di Telecom senza rendere meno attraente Tim che, grazie a margini di 6 miliardi l’anno, con un po’ di debito avrebbe un equilibrio finanziario anche più efficiente. \