Quei veri numeri dell’affare spagnolo

Il Bilbao ha fatto i conti: vendendo il suo 14,75% di Bnl a Unipol, a 2,7 euro per azione, realizzerà una plusvalenza di 520 milioni. Il doppio del più abile degli immobiliaristi. Ma i numeri filtrati dalla Spagna non sono corredati di elementi puntuali. I calcoli, rifatti dal Giornale, sono un po’ diversi. Per avere un utile di 520 milioni su circa 450 milioni di titoli significa avere in carico le azioni a 1,5-1,6 euro. Un prezzo che non si spiega, però, con le spese sostenute dal Bbva in via Veneto. Ricordiamole: il 10% rilevato dal Tesoro nel novembre ’98 fu pagato 532 milioni, a 2,52 euro per azione. L’altro 4,75% fu acquistato a fine 2001 per 300-350 milioni a prezzi intorno ai 2,9 euro. Infine c’è l’aumento di capitale del 2004 in cui Bilbao investì 190 milioni per sottoscrivere nuovi titoli a 1,52 euro per azione. Il totale fa 1.050 milioni, a un prezzo medio di 2,3 euro. Mentre l’offerta Unipol, per Madrid, vale 1.215. L’utile è allora di 165 milioni, non 520. La spiegazione (al netto dei movimenti di trading di questi 7 anni) sta nelle svalutazioni della quota Bnl, effettuate nel 2003 e 2004 su 326 milioni di titoli (prima dell’aumento di capitale), che hanno portato da 2,6 a 1,6 euro il prezzo di carico (scende di poco dopo l’aumento). Permettendo di cancellare 330 milioni dal bilancio. Un’operazione che ha di certo generato un vantaggio fiscale. Ma rischia di confondere i veri numeri dell’operazione Bnl.